Il Tirreno

Grosseto

gli imprenditori in difficoltÀ

C’è chi ha dovuto demolire

Ciò che prima era in regola si è scoperto non esserlo più, ed è caos

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GROSSETO. C’è un aspetto che non viene preso in considerazione da amministratori e burocrati in tutta questa vicenda dei regolamenti che, negli anni, hanno consentito di realizzare strutture esterne, più o meno fisse, a servizio di bar e ristoranti. Come si gestirà la fase transitoria, quella che dai gazebo autorizzati su aree per le quali si paga la Tosap, a quella dei gazebo realizzati con licenza edilizia su suolo pubblico dato in concessione attraverso un bando? Senza considerare la questione dei tempi necessari per censire le aree, metterle a bando e completare la gara, cosa ne sarà delle strutture attualmente esistenti? Quello che si sa per certo è che nelle ultime settimane, mano a mano che stanno andando in scadenza le autorizzazioni Tosap, numerosi imprenditori si sono trovati costretti a demolire quanto avevano realizzato, in regola con i regolamenti vigenti, per non incorrere in sanzioni e procedimenti penali, dal momento che ciò che prima era considerato regolare si è scoperto, con il tempo, non esserlo più, e sembra anche finita la tolleranza nei confronti di chi avrebbe comunque dovuto smontare ogni anno, alla scadenza dell’autorizzazione, e invece lasciava tutto al suo posto in attesa di una nuova autorizzazione. Smontare tutto, però, significa buttare via l’investimento fatto, talvolta recentissimo, e in più spendere per smontare e per acquistare quelle strutture mobili che sono le uniche consentite in aree pubbliche con autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico. C’è chi ha visto andare in fumo anche 20mila euro che sempre (ma soprattutto in anni di crisi) non sono una cifra di poco conto. Cosa succederà, nell’attesa che l’amministrazione pubblichi i bandi per assegnare le aree in cui sarà possibile realizzare i gazebo? L’esistente dovrà essere tutto demolito? È l’incertezza che regna, in questo momento, tra gli operatori del settore che in realtà vorrebbero solo poter lavorare in pace, nel rispetto delle regole, nella consapevolezza che dal loro lavoro dipende anche una buona parte dell’economia, ma anche della valorizzazione del centro storico. (e.p.)

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di Redazione web