Gioco
Sale slot lontane dalle scuole Il Comune dice no alla ludopatia
Un nuovo regolamento che non permetta l’apertura a meno di 500 metri dai centri di aggregazione Casalinghe, disoccupati e ragazzini tra le vittime della malattia del gioco: dati preoccupanti
FOLLONICA. Il Comune di Follonica dichiara guerra al gioco d’azzardo patologico. In Toscana si calcola che siano spesi annualmente 1.200 euro pro capite per una patologia oramai riconosciuta: la ludopatia.
A giocare, che siano macchinette, slot, gratta e vinci, lotto o altro ancora, sono soprattutto casalinghe e disoccupati. Purtroppo non sono esclusi neppure i bambini: i dati raccontano che il 20% dei ragazzini hanno speso almeno una volta parte delle loro paghette per comprare dei gratta e vinci. «Sono numeri veramente impietosi che raccontano una situazione di grande disagio, specialmente se pensiamo che la patologia del gioco colpisce soprattutto le fasce più deboli della società - spiega l’assessora alle Pari opportunità Mirjam Giorgieri - Per questo abbiamo deciso di approvare una delibera di giunta con la quale si delinea un progetto di prevenzione e contrasto alla ludopatia». Come può intervenire il Comune per mettere un freno al dilagare del problema? «Innanzitutto attraverso una revisione dei regolamenti comunali - spiega ancora Giorgieri insieme al dirigente comunale Gemma Mauri che si occupa del progetto - un’amministrazione può delineare una mappa di quelli che sono i luoghi sensibili dove non è possibile aprire spazi o sale per il gioco se non a distanza di 500 metri. Tra questi ci sono le scuole, i luoghi di aggregazione, le chiese ma, per esempio qualche Comune. Ha anche inserito pure le postazioni bancomat. Dobbiamo prima di tutto disegnare sotto questo aspetto l'assetto urbano del nostro territorio, dopo di che intervenire sui regolamenti in essere e per questa fase potremo contare sugli esempi virtuosi già portati avanti da altri enti comunali». In molti casi infatti scelte di questo tipo creano poi dei risvolti giuridici che possono bloccare le iniziative di un Comune. «Proprio per non incorrere in certe problematiche abbiamo deciso di entrare a far parte del Tavolo tecnico regionale organizzato da Anci - spiegano ancora assessora e dirigente - finalizzato alla condivisione di buone pratiche ed azioni concrete di contrasto. L’obiettivo è spronare il legislatore alla tutela delle classi più esposte al pericolo e supportarsi nelle scelte da intraprendere localmente». Non solo: oltre alla partecipazione al Tavolo, alla volontà di rivedere il regolamento comunale, c’è anche l’intenzione di coinvolgere le scuole con dei percorsi che possano far capire ai ragazzi la gravità del problema e i disagi che ne derivano. Altro obiettivo quello di sensibilizzare le associazioni del territorio (sono stati ipotizzati corsi teatrali sull’argomento o altre iniziative similari) e soprattutto lavorare a stretto contatto con l’Asl, che già ha attivi canali che si occupano appunto di ludopatia. Il Comune di Follonica chiederà l'autorizzazione per poter usare il marchio identificativo “No Slot”.
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