La protesta
Bellumori su tutte le furie «Impediremo quest’opera»
CAPALBIO. «La Tirrenica non è un’autostrada, è una beffa». Luigi Bellumori, sindaco di Capalbio, boccia in modo netto il progetto presentato ieri a Roma ai sindaci maremmani. Sul tavolo dell’incontro...
CAPALBIO. «La Tirrenica non è un’autostrada, è una beffa». Luigi Bellumori, sindaco di Capalbio, boccia in modo netto il progetto presentato ieri a Roma ai sindaci maremmani. Sul tavolo dell’incontro c’erano i lotti 4 e 5b con l’ipotesi di barriera per il pedaggio dopo Fonteblanda: «Se il progetto rimane questo – ha detto il sindaco di Capalbio : noi non possiamo che essere contrari. Come si fa a ammodernare l’Aurelia a nord di Grosseto e a lasciarla gratuita, e invece nella parte sud della provincia dove non abbiano nemmeno la viabilità alternativa realizzare un’autostrada a pagamento? Questa è una scelta che distruggerà l’economia del territorio».
E oltre al progetto Bellumori critica anche l’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli, che al tavolo ieri rappresentava la Regione Toscana. «La volontà della Regione di esentare dal pedaggio per cinque anni i cittadini residenti nel sud è irrisoria, ma la cosa più grave è che l’assessore Ceccarelli mi è sembrato impreparato perché non conosceva la natura del progetto e le istanze del territorio seppur rappresentate negli incontri del 21 settembre e del 24 ottobre a Firenze. Inaccettabile».
Bellumori annunciato quindi che Capalbio si schiererà contro il progetto. «Ho già parlato con la mia giunta e il 16 dicembre la questione andrà in consiglio comunale. Non credo che con una posizione di netta contrarietà dei Comuni e delle comunità si andrà avanti con questa prospettiva. E spero che anche la Regione faccia la sua parte». Il sindaco elenca tutte le sue ragioni: «Criticità sul progetto, diminuzione dei flussi traffico che non giustificano una simile infrastruttura, assenza di un piano economico-finanziario, isolamento forzato di alcune comunità, assenza di viabilità complanare idonea, la distruzione di economie locali e danni irrimediabili al paesaggio ed all’ambiente vero volano di questo territorio...». E conclude con una sentenza senza appello: «Uno scempio totale al quale dire solo no».
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