Il Tirreno

Grosseto

Schianto contro un platano dopo il malore: muore titolare di una pizzeria

di Maurizio Caldarelli
Schianto contro un platano dopo il malore: muore titolare di una pizzeria

Grosseto, la città piange Arturo Provvisionato, titolare delle Corti di Roselle: aveva indossato la maglia biancorossa

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GROSSETO. Un infarto nella notte, mentre stava rientrando a casa dopo essere andato a salutare gli amici dopo il lavoro, ha spezzato la vita di Arturo Provvisionato, 51 anni, titolare dello Sparthotel ristorante-pizzeria Le Corti di Roselle. Il malore lo ha colpito nella notte tra venerdì e sabato, intorno alle 2,30, mentre percorreva la via Senese in direzione nord.

All’altezza del rondò che si trova prima della caserma dei Savoia Cavalleria l'uomo ha perso il controllo dell'auto, che dopo essere salita sulla rotatoria ha finito la sua corsa addosso ad un platano, dopo aver abbattuto il segnale stradale che indica l'ostacolo. Per Provvisionato, che nell'impatto con l'albero ha riportato solo una frattura alla tibia, non c'è stato nulla da fare e i soccorsi non hanno che potuto constatare l'avvenuto decesso per infarto.

La notizia della morte dell'imprenditore grossetano è diventata di dominio pubblico nella mattinata di ieri e l'obitorio si è riempito in un baleno di clienti, degli amici che come lui hanno frequentato per anni il Bar Allegro, insieme ai compagni di squadra degli anni Ottanta, a partire dal gruppo allenato da Mario Milli, con il quale si era ritrovato appena due mesi fa. Arturo ha fatto la trafila delle giovanili con la maglia dell'Unione Sportiva Grosseto, fino a debuttare in serie D sul campo dell'Entella Chiavari all'ultima di campionato nel maggio 1984. Lasciata la società biancorossa, Provvisionato ha continuato a giocare con la maglia della Nuova Grosseto e del Pollino, prima di essere costretto a lasciare il calcio anzitempo per un brutto infortunio ad un ginocchio. E' rimasto comunque sempre vicino al mondo dello sport, tanto che nel 1995, dopo la rinuncia forzata alla promozione in serie C per la fuga dell'imprenditore laziale, fu uno dei soci fondatori della Pro Grosseto, insieme a Osti, Baldi, Santini e Cicaloni.

Diplomato all'istituto tecnico commerciale Fossombroni, dopo essersi fatto esperienza lavorando alla reception dell'Hotel Nuova Grosseto di piazza Marconi, l'uomo da qualche anno gestiva, insieme alla moglie Michela Banelli, il ristorante-pizzeria nella struttura ricettiva di via dei Laghi a Roselle, dove risiedeva.

Era un imprenditore molto attento alle esigenze dei clienti e non disdegnava partecipare a degustazioni di prodotti da riproporre poi nel suo ristorante.

«Sempre sorridente e pronto alla battuta. Era un leader nato ed una persona squisita, con il quale ogni serata era indimenticabile». Lo hanno ricordato così gli amici che hanno voluto dargli un ultimo saluto e far sentire la vicinanza alla moglie Michela, alla piccola Elena di sei anni, ma anche al fratello Massimo e e alla sorella Giovanna.

La serata di venerdì sembrava come tante altre, trascorsa nel ristorante-pizzeria fino all’1,30. Prima di andare a letto ha deciso di andare in centro a Grosseto per comprare le sigarette e fare due chiacchiere con gli amici in piazza del Sale, ma al ritorno, a pochi minuti da casa, il suo cuore si è improvvisamente fermato per sempre, gettando nello sconforto quanti lo amavano.

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