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La Tirrenica minaccia la fattoria del Collecchio
È una delle più antiche tenute maremmane, fu inserita nel Parco per preservarla Sabina Vivarelli Colonna: «Adesso bisogna lottare per evitare uno scempio»
COLLECCHIO. La fattoria del Collecchio, nel comune di Magliano in Toscana, sarà prigioniera del cemento e dell’asfalto. È il destino che l’autostrada Tirrenica riserva a una delle più antiche fattorie della Maremma. L’azienda del Collecchio dal 1975 è inserita nel piano del Parco della Maremma proprio per poterla preservare. Con il progetto del corridoio tirrenico rischierà di finire nella morsa non solo della grande arteria ma delle due complanari e della ferrovia.
«Sono amareggiata – confessa Sabina Vivarelli Colonna – Non posso credere che stia accadendo una cosa del genere». La tenuta è lì dal 1500. Il nonno di Sabina, Francesco Vivarelli Colonna, la fece diventare un’azienda modello per l’epoca. «Era un vero e proprio borgo – spiega – in cui era possibile trovare tutto ciò che era necessario a chi viveva e lavorava nell’azienda».
Gli anni sono passati, c’è stata la riforma agraria ma la fattoria, pur cambiando, è sempre rimasta al suo posto, intatta. La famiglia Vivarelli Colonna col tempo ha pensato a ripristinare il borgo e gli alloggi dei contadini per finalità turistiche. Il progetto è ambizioso e la proprietaria ha cercato di coinvolgere anche degli investitori, che si sono tirati indietro per lo spettro Tirrenica. L’idea di quelle colate di calcestruzzo li ha indotti a evitare di rischiare denaro. Sabina ha fatto quindi con le sue forze.
Ora però ogni sforzo sembra vanificato, ogni sogno infranto. Dentro il parco non si può costruire nulla. Eppure la Tirrenica passerà proprio dove non è consentito costruire nemmeno una tettoia per le auto. La tenuta si estende per 40 ettari a cui vanno aggiunti i boschi. Lei è pronta a lottare con tutte le sue forze e i suoi mezzi economici per tutelare non solo ciò che è suo ma ciò che è patrimonio di tutti. «Arrivati a questo punto – confessa – non credo che si possa più ottenere la messa in sicurezza dell’Aurelia. Ora non rimane che combattere per avere meno scempio possibile».
Nell’azienda di Vivarelli Colonna si produce un olio buono che i proprietari stanno cercando di migliorare nella qualità comprando anche macchinari all’avanguardia per la macinazione delle olive.
«L’azienda sarà distrutta e divisa in due, i campi saranno divisi gli uni dagli altri» dice. E ricorda un progetto nel quale in quella zona era previsto un tunnel artificiale di un chilometro proprio perché vicino al parco. Ora sembra che tutti questi accorgimenti fatti per tutelare una delle zone più vincolate d’Italia – e non solo – non valgano più, ma si passi dentro il parco come fosse un arido deserto.
«Cambierà tutto il nostro paesaggio – dice Vivarelli Colonna – non solo deve essere tutelata la mia fattoria ma l’intero territorio. Le case saranno svalutate. I turisti non cercano quello che trovano sulla costa adriatica. Chi sceglie la Maremma – conclude – cerca la morbidezza del paesaggio, le tradizioni».
Sabina Vivarelli Colonna verrà circondata da asfalto e ferrovia ma la stessa sorte sarà riservata a tante altre case o agriturismi. «Ci batteremo almeno per la libera circolazione – dice – ora dobbiamo fare di tutto perché lo scempio non sia completo».
Al Collecchio il sindaco di Magliano, Diego Cinelli, farà presto un incontro pubblico per spiegare il tracciato ai cittadini. Per il suo territorio quello è un punto critico. «Faremo un’osservazione anche come comunità del parco – dice il sindaco – e durante l’incontro pubblico spiegheremo cosa dovranno fare i cittadini per le osservazioni».
Intanto martedì i sindaci andranno a Roma per un incontro con il commissario governativo Giorgio Fiorenza e la Sat.
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