Gioco
L’appello del sindaco Marini: «L’Unesco adotti questi luoghi di spiritualità»
Il museo di arte e cultura orientale di Arcidosso si candida a punto di riferimento nazionale e internazionale per i cultori di filosofia e arte tibetana. La location è il palazzo settecentesco...
Il museo di arte e cultura orientale di Arcidosso si candida a punto di riferimento nazionale e internazionale per i cultori di filosofia e arte tibetana. La location è il palazzo settecentesco della ex Cancelleria, parte del complesso medievale del Castello Aldobrandesco, reso disponibile dal Comune dopo oltre 35 anni di collaborazione con l’associazione culturale Comunità Dzogchen di Merigar.
Ieri l’inaugurazione, alle 10 10 del 10 dicembre, alla presenza di uno scelto numero di invitati: i rappresentanti dei Gar di tutto il mondo accorsi ad Arcidosso da ogni continente, le istituzioni locali, dal sindaco attuale Jacopo Marini, agli ex sindaci che nei loro mandati avevano accolto a braccia aperte la comunità dzog chen: Emilio Landi, Pier Luigi Marini, Marcello Bianchini, fino ai ai sindaci di Castel del Piano Claudio Franci e di Santa Fiora Federico Balocchi, al consigliere regionale Leonardo Marras e poi docenti universitari e esponenti di centri di ricerca, venuti a rendere omaggio a Namkhai Norbu, studioso di fama mondiale, presidente della Comunità Dzogchen Internazionale. La ricca collezione del Museo è stata raccolta proprio da lui, con l’aiuto della famiglia e degli studenti
Il sindaco Marini ha indicato Namkai Norbu come maestro di pace e il nuovo museo come il ponte fra Oriente e Occidente, auspicando che l’Unesco (che ha patrocinato l’iniziativa) prenda in considerazione le peculiarità di Monte Labro, davanti a cui sorge Merigar, accettando di farlo diventare patrimonio dell'umanità. «Norbu ha deciso di fermarsi sul monte Labbro, perché ha sentito l’energia spirituale di questo luogo, dove già Davide Lazzaretti aveva fondato la sua comunità. Lanciamo la proposta – ha detto Marini – affinché questo monte venga preso in considerazione dall’Unesco, per la spiritualità da sempre legata a questo luogo».
Le linee del progetto museale sono state introdotte dal curatore Alex Siedlecki. (f.b.)
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