Gioco
«Spese alte e servizi insoddisfacenti»
Protestano i titolari di posto barca nel porto canale della Marina di Scarlino: il bilancio del 2016 non è stato definito
SCARLINO. Anche i titolari di posto barca nel porto canale della Marina di Scarlino scendono sul piede di guerra denunciando la situazione tempestosa dell’area portuale. «Il porto riveste grande interesse per il territorio - spiegano i rappresentanti del comitato Porto Canale che comprende gli utenti degli attracchi che si affacciano nella struttura - è un importante volano per l’economia locale a condizione però che funzioni e sia gestito con competenza. Purtroppo tutti i soggetti in causa, dai pescatori nella Fiumara, ai commercianti che gestiscono le attività all’interno della struttura portuale, ai dipendenti che negli ultimi giorni hanno subito i licenziamenti, lamentano una situazione di grande sofferenza. Nonostante la collaborazione e la disponibilità profusa dai titolari di posto barca gli impegni per una trasparente e buona gestione, come previsto nel contratto, sono stati costantemente e irrimediabilmente disattesi».
Il comitato denuncia principalmente l’assenza di dati certi relativi ai bilanci. «Non è stato possibile definire il bilancio preventivo 2016 né tanto meno quello del 2017 - continua il comitato - in compenso si pagano al buio da anni spese di gestione elevatissime e non di competenza, se non addirittura mai effettuate. I servizi offerti, non sempre all’altezza, scontano una gestione improntata all’improvvisazione, poche le manutenzioni e gli interventi sulle strutture, che vengono addebitate agli utenti per cifre sostanziose e discutibili. Spese che dovrebbero essere concordate, monitorate e verificate da una commissione prevista dal contratto, ma la società non si è resa mai disponibile. Anche in occasione della recente consulta del mare di fine novembre l’associazione Porto Canale, che riunisce gli utenti del porto, preoccupata per la situazione complessiva ed esprimendo la propria vicinanza ai lavoratori licenziati che si trovano a pagare per gli errori altrui, ha confermato di non poter ulteriormente accettare passivamente una situazione così compromessa tanto da ipotizzare a breve una nuova azione legale. La Marina di Scarlino - conclude il comitato - non ha competitors per location e strutture ma ciò non è stato sufficiente a bilanciare l'inadeguatezza gestionale di questi anni: è necessario improntare la gestione alla trasparenza, alla correttezza nei rapporti e alla valorizzazione di tutte le risorse che ruotano intorno al porto, cosa che fino ad oggi non è stata mai perseguita».
Un’altra grana per la società, dopo lo scontro con l’amministrazione e i sindacati per i tre lavoratori licenziati due settimane fa. Anche chi ha la barca agli ormeggi non è soddisfatto dei servizi a fronte di quanto spende per mantenere il posto barca.
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