Il Tirreno

Grosseto

«Rifiuti, la contabilità va modificata»

Barocci chiede al Comune di inserire le cifre nel bilancio a partire dal sistema “porta a porta”

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Il Forum ambientalista chiede al Comune di Grosseto le cifre della raccolta rifiuti. Lo scopo è, scrive il presidente Roberto Barocci, «far modificare la contabilità adottata fino allo scorso anno dall’amministrazione comunale e consentire di poter conoscere tutte le voci conseguenti a quel particolare sistema di gestione dei rifiuti che parte dall’adozione del “porta a porta” al fine di valutare tale sistema in modo completo, e non parzialmente attraverso i maggiori costi della sola raccolta». Perché, secondo Barocci, quanto fatto finora non sarebbe in regola.

Secondo il Forum Ambientalista sarebbe impossibile «sia per i pubblici amministratori che per i cittadini in tutti i comuni della provincia, conoscere e valutare i dati generati dalla raccolta “porta a porta” di cui la legge stabilisce la pubblicità, dati che consentirebbero di avere un bilancio consuntivo di tutti i costi e di tutte le entrate, compresi i mancati costi di smaltimento e comprese le entrate dalla vendita delle materie-prime seconde raccolte, che comporta tale pratica di raccolta, avviata a Grosseto dal 2010. Consentirebbero cioè di apprezzare il vantaggio economico/tariffario complessivo generato dalla raccolta dei rifiuti “porta a porta”, come dimostrano i bilanci pubblici di centinaia di realtà più virtuose in Italia».

Barocci dichiara che l’unico documento prodotto dalle amministrazioni comunali di questa provincia fu quello (non consuntivo) del 2010 sul porta a porta a Barbanella, «da cui tuttavia emergeva che a fine anno avremmo avuto un risparmio complessivo, nonostante i maggiori costi iniziali della raccolta del porta a porta, rispetto alla raccolta degli stessi rifiuti effettuata tramite i cassonetti stradali. Da allora, più nessuna valutazione concreta è stata fatta, a causa della mancata adozione di una contabilità “normalizzata”, come prescritto dalle norme».

Barocci pretende che «tra le voci in entrata nel Piano economico finanziario del servizio e nel Bilancio comunale siano quantificati i ricavi per la vendita delle materie prime-seconde raccolte in ciascun territorio comunale in modo differenziato, suddivisi per modalità di raccolta, il cui valore mercantile varia moltissimo in funzione della purezza». Barocci cita i riferimenti normativi che chiede di verificare e far rispettare e ricorda che l’ex assessore al bilancio Paolo Borghi parlò tempo addietro di una verifica: «non mi risulta che siano seguiti riscontri concreti».

Barocci è dell’avviso che le amministrazioni non debbano lasciare «ai gestori del servizio la possibilità di percepire, oltre al corrispettivo per il servizio, anche le entrate dalla vendita delle materie prime seconde, che invece, per le norme sopra ricordate, devono essere evidenziate in entrata dei bilanci dei singoli Comuni».

E ritiene «inverosimile che i ricavi dalla vendita dei rifiuti differenziati non sia messa a bilancio dal Comune di Grosseto, che sembra non conoscere, oppure non vuole comunicare, quanto viene lasciato al gestore». E da queste considerazioni nasce la richiesta di Pef e Bilancio 2016.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Domenica sport
Calcio

Serie D, l’ottava meraviglia della Pistoiese arriva nel recupero, cadono due big nel girone E – I risultati e le classifiche

di Alessandro Lazzerini