Gioco
REFERENDUM, LAVORIAMO PER IL FUTURO
Ha vinto la Costituzione nata dalla Resistenza, per la seconda volta in pochi anni; anche per l’alta affluenza ai seggi, il referendum è stata una bella festa della democrazia. Di questo risultato,...
Ha vinto la Costituzione nata dalla Resistenza, per la seconda volta in pochi anni; anche per l’alta affluenza ai seggi, il referendum è stata una bella festa della democrazia. Di questo risultato, che prova quanto il Patto Costituzionale stretto dalle principali correnti politico-culturali del Paese all'indomani della Liberazione sia fortemente radicato nella identità collettiva degli italiani, voglio ringraziare le strutture e i moltissimi militanti dell’Anpi e insieme a loro i giovani, che in larghissima maggioranza hanno votato No, cominciando dagli aderenti alla Rete degli studenti medi, i lavoratori della Cgil, gli appartenenti all’Arci e a Giustizia e Libertà, i cittadini riuniti nei Comitati del No. È grazie alla scesa in campo della nostra e di queste associazioni, unitamente a quella di una parte significativa dell’elettorato Pd, come di tante persone non organizzate, quali componenti fondamentali, per quanto non esclusive, del movimento democratico e antifascista del Paese, se oggi la destra non può intestarsi la vittoria nella battaglia referendaria contro lo stravolgimento della Costituzione repubblicana.
Il grande contributo, verosimilmente decisivo, portato da questa pluralità di energie rende improponibile una lettura del risultato referendario esclusivamente con la lente della competizione partitica; e conferma come la Costituzione, cioè l’insieme delle regole della nostra convivenza civile, sia posta sopra, non sotto, qualsivoglia contingenza politica, contrariamente al comportamento di chi ha votato a favore della riforma, nonostante la considerasse uno schifo, essendo preso dalla paura del caos economico e dell’ingovernabilità, colpevolmente indotta da una propaganda mendace. Come dimostra la vitalità del protagonismo sociale e l’importanza, sotto il profilo democratico, dei cosiddetti “corpi intermedi”, i luoghi nei quali l'uomo si organizza portandovi il carico dei propri problemi e delle proprie aspettative. Che per questo vanno valorizzati, non contrastati ed esclusi.
Se l’esigenza di un aggiornamento della Costituzione resta aperta, questa dovrà essere soddisfatta valorizzandone lo spirito invece di capovolgerlo; soprattutto essa andrà perfezionata in relazione a problemi che negli anni ‘40 del Novecento non erano all’ordine del giorno e adesso sono al centro della nostra vita quotidiana, quali la difesa della natura e la parità di genere. Ma la priorità ricade sulla completa applicazione del dettato Costituzionale, principalmente nelle parti riguardanti la giustizia sociale, la promozione della persona umana e la rappresentanza inerente il carattere parlamentare della Repubblica.
L’Associazione dei Partigiani, forte del successo riportato, che la conferma nel ruolo proprio di una energia viva e dinamica della provincia e del Paese, mentre lascia correttamente alla politica e alle istituzioni la soluzione della crisi di governo appena aperta, farà tutto ciò che le compete per avviare e facilitare questo percorso, continuando a testimoniare i valori dell’antifascismo e della Resistenza per tradurli nell’attualità come chiave di volta di una società e di un mondo più liberi e giusti.
Flavio Agresti
Presidente Anpi Grosseto
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