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Il gangster che sogna l’onestà Ecco Oscar, commedia “cult”
Siamo nell’America del 1931, in pieno proibizionismo, e Angelo “Snaps” Provolone è un potente e ricco gangster, ma ha giurato al padre, in punto di morte, di smettere con la malavita e diventare un...
Siamo nell’America del 1931, in pieno proibizionismo, e Angelo “Snaps” Provolone è un potente e ricco gangster, ma ha giurato al padre, in punto di morte, di smettere con la malavita e diventare un onesto banchiere. La commedia messa in scena dal Laboratorio teatrale Ridi Pagliaccio e trasmessa questa sera, da Tv9, “Oscar. A questo mondo è un miracolo rimanere onesti” si svolge in un’America in cui, tra banchieri senza scrupoli, politici corrotti, contabili truffatori, giovani viziati e capricciosi, arrampicatrici sociali spudorate, tentare di diventare onesti appare, e forse è, un'impresa impossibile.
E infatti la “nuova vita” di Snaps non inizia nel migliore dei modi, tra raggiri, menzogne e isterie di familiari, dipendenti e perfetti sconosciuti. Il sorriso, la riflessione e anche la risata sono garantiti.
Oscar, commedia francese spassosa e sagace scritta da Claude Magnier nel 1958, andata in scena a Parigi con oltre 600 repliche, ha ispirato ben due film: il primo, nel 1967, in Francia, “Io, due figlie, tre valigie” per la regia di Eduard Molinaro, con il protagonista interpretato da Louis de Funès, che più volte aveva portato la commedia in teatro; poi nel 1991, il remake, “Oscar. Un fidanzato per due figlie”, reinterpretato da un grande regista cinematografico statunitense, John Landis, il genio di The Blues Brothers, con Sylvester Stallone e Ornella Muti.
Il risultato è un meccanismo perfetto di comicità e ritmo: intelligente, sarcastica, travolgente, sorprendente, a tratti velenosa. La versione teatrale portata in scena da Giacomo Moscato e dal Laboratorio Teatrale Ridi Pagliaccio, riparte da quello strepitoso traguardo, cercando di riportare sul palcoscenico, il suo “luogo di nascita”, tutta l’energia dei suoi personaggi, la strepitosa tessitura della sua trama e, non ultima, la sua incredibile attualità.
Non è un caso, poi, che il Laboratorio Teatrale Ridi Pagliaccio abbia deciso di aprire la serie di Palco 9 proprio con Oscar. Si tratta, infatti, dell'ultima commedia in cui ha recitato Gianluca Guelfi, nella parte di Antony Rossano, il contabile di Snaps. L’ultima volta prima che il 4 settembre 2016, a causa di un incidente di parapendio, a soli 39 anni, perdesse la vita. Un omaggio, anche attraverso la televisione, a un compagno di strada che ha segnato, con la sua presenza attiva, tutte le scelte fatte in 22 anni di vita della compagnia di cui era stato, con Giacomo Moscato, il fondatore.
«Questa commedia - racconta Moscato - era centrata proprio sulla coppia Snaps Provolone-Antony Rossano, come si vede bene anche dalla locandina, l’avevamo scelta e voluta, con Gianluca l’avevamo studiata in ogni dettaglio, compreso il linguaggio, che, viste le origini del protagonista, doveva somigliare al napoletano, ma non poteva essere il dialetto napoletano, semmai richiamare il “broccolino” degli italo-americani di Brooklyn».
Il pubblico ha apprezzato, in ogni occasione, il lavoro messo in scena dal Laboratorio Teatrale Ridi Pagliaccio e Oscar ha anche ottenuto, nel 2014, al primo Festival Regionale Il Toscanello a Ponte a Moriano (Lucca), il premio per la miglior regia a Giacomo Moscato e per il miglior attore non protagonista a Fabrizio Bonifazi, mentre quest'anno ha partecipato al Festival Grosseto Ridens ed è stato premiato come miglior spettacolo per la giuria, miglior spettacolo per il pubblico e per il migliore allestimento.
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