Il lutto
Simiani esce di scena «Ma tutte le cariche dovranno azzerarsi»
Il segretario provinciale del Pd annuncia le dimissioni Nessun rimpianto per l’esito delle amministrative
GROSSETO. «Nelle riunioni che verranno convocate nei prossimi giorni proporrò agli organismi un azzeramento di tutte le cariche sul livello provinciale, compresa la mia, perché il governo del Pd del futuro dovrà contenere altri profili».
Marco Simiani annuncia così, in coda a un lungo documento in cui si approfondisce il voto del referendum, la sua uscita di scena. Non sarà più segretario del Pd grossetano, dopo aver inanellato negli ultimi anni una sequela di sconfitte (le parlamentarie da turborenziano, le comunali di Grosseto e Orbetello e il referendum da segretario). Stavolta non ci sarà un’appendice di mandato. Simiani l’ha capito.
Però vuole fissare qualche paletto. «L’azzeramento delle cariche provinciali» (cioè il passaggio-chiave del comunicato stampa) significa che anche Barbara Pinzuti (presidente dell’assemblea) e Marco Donati (presidente della direzione), secondo Simiani, dovranno fare un passo indietro. «A mio avviso - prosegue il segretario provinciale del Pd - non ci potranno essere “rivoluzioni socialiste”, né la ricerca di un consenso interno senza una proposta reale e politica. Dobbiamo cogliere l’opportunità che ci offre questo passaggio. Il mio impegno non mancherà mai, soprattutto per continuare ad affermare le ragioni di una politica di riforma e di cambiamento da sinistra».
Simiani indossa l’abito dell’ottimista: «Sono sicuro che il Partito democratico, anche grazie al risultato di questo referendum, potrà affermarsi come vera forza riformista e punto di riferimento anche a livello locale. Un faro nel quale far convergere altre anime, comprese quelle che hanno creduto nel Sì ma si collocano altrove».
Poi arrivano le riflessioni sulla sonora sconfitta del Sì al referendum, in Italia e a Grosseto: «Il fronte del Sì contava la maggioranza del Pd e pochi altri. Quello del No annoverava diversi partiti e movimenti, con molti esponenti che risiedono anche nelle amministrazioni locali». Simiani evidenzia un numero su tutti gli altri: le 20.646 croci sul Sì solo nel Comune di Grosseto: «È il miglior dato numerico ottenuto negli ultimi 20 anni da una forza riformista, un dato migliore perfino delle Europee del 2014, quando il Pd ottenne il 51% con oltre 19 mila voti. Prima ancora era stata la campagna a sostegno di Claudio Martini alla presidenza della Regione, nel 2000, a far registrare un risultato simile: 18.700 consensi. Siamo 6.000 voti sopra ai risultati ottenuti dai Democratici di sinistra a metà anni Novanta».
Sulle elezioni amministrative, l’autocritica da parte del segretario uscente a fronte dei risultati ottenuti è pressoché inesistente, viene offerto un punto di vista differente: «Non rimpiango le scelte fatte. Scelte che hanno strizzato l’occhio ad un nuovo modo di fare politica, inclusivo».
E sul futuro: «Ho gettato le fondamenta chiare e forti per il futuro, con una classe dirigente che è già pronta per governare oggi e domani». Insomma, va tutto bene (circa), ma mi dimetto.
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