Il Tirreno

Grosseto

Predazioni, sì ai rimborsi Nessun rimedio anti lupo

di Samuele Bartolini
Predazioni, sì ai rimborsi Nessun rimedio anti lupo

La Regione coprirà le richieste di indennizzo di circa 370 allevatori maremmani Non è stata però ancora trovata una soluzione che possa arginare gli attacchi

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GROSSETO. I pastori grossetani sono pronti a scendere in piazza: Firenze non ha ancora trovato una soluzione contro gli attacchi di lupi e ibridi al bestiame. È un grido d’allarme che arriva in ordine sparso perché gli allevatori che passano giornate intere a badare agli animali in giro per la Maremma non sono soliti mettere in piedi un’associazione per rivendicare le loro ragioni a una sola voce: ma è ormai evidente che la situazione sta per sfuggire di mano. Ogni giorno spariscono dalle greggi uno-due animali. Che siano pecore, capre o vitelli non importa. Succede pure che nel Mancianese siano state assalite e sbranate vive anche 40 pecore tutte in un colpo solo. E le aziende chiudono: erano 440 nel 2014, ora – anche se una stima ufficiale non c’è - sono molte di meno. Insomma. È l’intero settore dell’allevamento che è a rischio.

Il nemico: il lupo. In realtà quello che fa più paura è il suo fratello bastardo: l’ibrido di lupo, un animale più grosso, molto più aggressivo, mezzo cane e mezzo lupo, che salta fuori dall’accoppiamento tra i tanti cani randagi troppo spesso lasciati all’abbandono nelle campagne e i lupi di razza pura. Un dato su tutti: prima c’erano 72 tipi di ibridi, ora sono saliti a 108 in circolazione per i boschi e i campi del Grossetano. Risultato? Una strage quotidiana. Non passa giorno che le greggi non siano attaccate, spaccano le recinzioni di notte, entrano nelle aziende e fanno razzìa di pecore, capre vitelli: quello che trovano.

La Regione. Ora Firenze prova a metterci una pezza. Come? Intanto partono i risarcimenti agli allevatori che hanno subìto dei danni. Nel decreto del 2 dicembre la giunta ha stanziato 700.000 euro che, sommate alle 400.000 già disponibili, vanno a coprire le domande presentate in tutto il 2015 e parte del 2016. Sono 616 gli allevatori che hanno presentato domanda di risarcimento. Oltre il 60 per cento proviene dalla provincia di Grosseto. Poi ci sono i danni indotti: le pecore che abortiscono o non fanno più il latte perché terrorizzate dall’attacco dei lupi e dei suoi fratellastri. E in questo caso scattano gli aiuti di Stato, poca cosa in verità: non superano i 15.000 euro nell’arco di tre anni, altrimenti interviene l’Unione europea. È per questo che l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi afferma: «Chiederemo a Bruxelles una deroga – dice – agli aiuti di Stato perché le richieste di aiuto sono in continuo aumento e da soli non ce la possiamo fare». Gli fa eco il capogruppo Pd in consiglio regionale Leonardo Marras: «Bisogna insistere con la Ue per la modifica della direttiva Habitat. Difendere la zootecnia significa presidiare lavoro e ambiente: sono importanti i risarcimenti – aggiunge – insieme alla difesa dei lupi puri, ma tenendo sotto stretto controllo costante l’equilibrio del territorio. Bisogna anche ripensare ai tetti risarcitori, rendendoli più elastici».

Non c’è soluzione. La questione a monte rimane però ancora tutta da sbrogliare: come bloccare gli attacchi dei lupi e degli ibridi di lupo. Mettere le doppiette in mano ai pastori? «Non è una soluzione praticabile» risponde Remaschi. E allora? «I Comuni devono fare i controlli, catturare gli ibridi, portarli al canile». Con quali mezzi, però, nessuno lo sa. Dunque la soluzione del problema al momento non sembra essere a portata di mano.

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