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Ubaldino: «Siamo in un limbo Abbiamo funzioni, non soldi»

Ubaldino: «Siamo in un limbo Abbiamo funzioni, non soldi»

GROSSETO. La vittoria del no e la bocciatura della riforma della Costituzione lascia in sospeso anche la Provincia di Grosseto. Con la legge Delrio, a suo tempo, si era voluto sperimentare alcuni dei...

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GROSSETO. La vittoria del no e la bocciatura della riforma della Costituzione lascia in sospeso anche la Provincia di Grosseto. Con la legge Delrio, a suo tempo, si era voluto sperimentare alcuni dei contenuti della riforma costituzionale; in particolare la trasformazione delle Province in enti di secondo livello, con rappresentanza espressa da sindaci e consiglieri. Un’anticipazione della riforma che si intendeva realizzare al Senato. La Provincia di Grosseto, che facendo i salti mortali, è sempre riuscita a chiudere il bilancio evitando il dissesto, deve quest’anno allo Stato ben 37 milioni a fronte di un bilancio di 24. Quali e quanti denari prenderanno la via di Roma? Oppure, dopo quanto è successo, resteranno in Maremma per scuole, strade e altre emergenze? Domande pertinenti a fronte di una situazione paradossale.

«Il referendum - spiega il segretario generale Emilio Ubaldino - avrebbe dovuto spazzarci via definitivamente, ma è andata diversamente. Adesso siamo in un limbo legislativo. Abbiamo le funzioni ma non i soldi, compiti importanti da svolgere con il personale rimasto. È difficile fare previsioni su quello che succederà, perché in questa situazione, teoricamente, la legge 56 diventa incostituzionale e quindi, ma si parla sempre di teoria, si potrebbe tornare allo status e ai poteri delle vecchie Province. Cosa che però ritengo improbabile, perché una riforma del sistema di area vasta è oggettivamente necessaria».

Prima di Natale è prevista una riunione del direttivo nazionale dell’Upi, Unione delle Province italiane. Sarà chiesto un incontro con il futuro Governo. Nel frattempo si navigherà a vista. Le norme adottate con la Delrio disciplinavano le Province in attesa della riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione e delle relative norme di attuazione. «Non è da escludere - conclude Ubaldino - una rivisitazione della Delrio cancellando almeno il riferimento all'abortita riforma costituzionale». (g.b.)

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