Gioco
Sette sindaci a Coseca «Fuori il verbale di Sei»
I primi cittadini dell’area nord della provincia vogliono chiarezza sull’inceneritore e l’acquisizione di quote di Scarlino Energia da parte del gestore unico
SCARLINO. Il fronte si ingrossa, si compatta e chiede di visionare il verbale del cda di Sei Toscnaa per fare chiarezza sull’inceneritore.
Dopo l’incontro chiesto la scorsa settimana dai sindaci di Follonica e di Scarlino a Sei Toscana – saltato all’ultimo momento il giorno stesso in cui il cda della società ha annunciato le dimissioni in blocco –, e dopo che l’argomento è entrato due giorni fa in discussione all’assemblea dei sindaci dell’Ato Toscana sud – introdotto dall’assessore all’Ambiente di Manciano Antonio Camillo –, ora a chiedere spiegazioni a Sei sull’acquisizione indiretta di quote dell’inceneritore di Scarlino sono tutti i sindaci della zona nord della provincia di Grosseto.
Oltre ad Andrea Benini di Follonica e a Marcello Stella di Scarlino, firmano un documento congiunto Giacomo Termine di Monterotondo Marittimo, Francesco Limatola di Roccastrada, Marcello Giuntini di Massa Marittima, Nicola Verruzzi di Montieri, Elisabetta Iacomelli di Gavorrano. Sette sindaci che chiedono conto a Sei dell’operazione.
La società, come noto, è il gestore unico del servizio rifiuti ed è finita nell’inchiesta Clean city della Procura di Firenze. Come ha dichiarato lei stessa, Sei sta portando avanti un’operazione di acquisizione di quote di una società che possiede anche quote dell’inceneritore. Questo impianto, di proprietà della Scarlino Energia, è fermo da quasi due anni, ha accumulato debiti per 60 milioni di euro e il timore dei sindaci è che a seguito dell’acquisizione il debito venga spalmato in tariffa.
Sei Toscana nei giorni scorsi ha allontanato qualsiasi dubbio in merito, ma i primi cittadini a quanto pare non sono tranquilli.
«Nelle ultime settimane – dicono – abbiamo assistito a un continuo inseguirsi di voci e di indiscrezioni in merito ad una possibile acquisizione dell’inceneritore di Scarlino da parte di Sei Toscana». Secondo i sindaci l’acquisizione sarebbe «tramite l’acquisto – si legge nella nota – di quote azionarie di Uch holding srl, società che detiene una partecipazione in Sta spa, società proprietaria degli impianti per lo smaltimento di rifiuti, tra cui l'impianto di Scarlino. In quanto rappresentanti dei cittadini non possiamo fermare la discussione ad un livello giornalistico. Vogliamo avere chiaro il comportamento e le azioni intraprese dal cda di Sei Toscana. Pertanto oggi chiederemo al nostro socio, Coseca, di entrare in possesso e di trasmetterci il verbale del cda. Ci preoccupano, infatti, in questa fase così delicata operazioni altamente rischiose che potrebbero incidere negativamente sulle tariffe e che meriterebbero adeguato approfondimento e che non risulterebbero contemplate nel piano industriale di Sei Toscana».
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