Il Tirreno

Grosseto

La via d’uscita «Non discriminare tra i bisogni»

«Qualcuno comincia a farcela» dice Fabrizio Boldrini, direttore del Coeso. La sensazione è che si sia fermato quell’allargamento esponenziale di richieste d’aiuto nel quale anche la Maremma era...

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«Qualcuno comincia a farcela» dice Fabrizio Boldrini, direttore del Coeso. La sensazione è che si sia fermato quell’allargamento esponenziale di richieste d’aiuto nel quale anche la Maremma era sprofondata. Certo è che bisogna cambiare mentalità, che non si possono più fare le cose come prima. Forse neppure era il modo giusto: è ciò che crede don Enzo Capitani, direttore della Caritas diocesana di Grosseto. «La modalità dell’accoglienza – dice don Enzo – è l’unica modalità possibile oggi se si vuole aiutare. Siamo abituati a istituzionalizzare ogni servizio, per ogni bisogno. Oggi però non ce lo possiamo più permettere finanziariamente parlando, e poi questo metodo ha un rischio: quello di parcellizzare i bisogni, ma una persona non si qualifica in quanto tossicodipendente o in quanto immigrato. La questione non è più quella di fare del bene o di non farlo: è ormai una questione di vita o di morte. Non suddividiamo i bisogni, perché altrimenti costruiremo nuclei autosussistenti, sempre più chiusi. E le chiusure generano paure, le paure generano ostacoli e gli ostacoli si superano solo

con i conflitti».

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