La protesta
La “Casa dell’amore” finisce all’asta
Il casolare della Tana sarebbe dovuto diventare una rsa, ora accoglie i profughi. La base parte da 960.000 euro
ROCCASTRADA. Il Tribunale di Grosseto ha messo all'asta il complesso ricettivo conosciuto come “Casa dell'amore”. Si trova a Roccastrada, in località La Tana, proprietà Roghi. Si compone di cinque fabbricati (quasi mille metri quadrati spalmati su dieci unità immobilari) e attualmente ospita oltre cinquanta richiedenti asilo.
L’avviso d’asta è stato pubblicato nei giorni scorsi. Novecentosessantamila euro è il prezzo base fissato dai periti, ma la vendita non prevede incanto. Cosa significa è presto detto. Ci sarà la presentazione in busta chiusa delle offerte d’acquisto alla cancelleria del Tribunale di Grosseto, con l’indicazione del prezzo, del tempo, del modo di pagamento e di ogni elemento utile alla valutazione dell'offerta stessa, prima dell'udienza fissata per l'esame delle offerte.
Che fine farà la “Casa dell'amore” si saprà il 14 febbraio 2017, quando verranno aperte le buste alla presenza dei vari offerenti.
Il prezzo - si legge ancora nell'avviso - potrà essere inferiore a quello indicato come prezzo base fino a un quarto del valore stimato, ma in questo caso il giudice procederà alla vendita solo con l’assenso del creditore (la banca), dopo aver valutato che non vi siano concrete possibilità di miglior vendita col sistema dell'incanto. In caso di più offerte valide sarà indetta una gara tra gli offerenti assumendo come prezzo a base d'asta il valore dell'offerta più alta. Se, invece, la gara non avrà luogo per mancanza di adesioni, il giudice deciderà se disporre la vendita a favore del maggior offerente oppure ordinare l'incanto. Il proprietario del complesso immobiliare, una ex porcilaia ristrutturata in modo impeccabile, è molto noto nel comune di Roccastrada.
Ieri abbiamo provato più volte a rintracciarlo, al telefono. Nessuna risposta.
L'esposizione con gli istituti di credito pare che affondi le radici proprio nella ristrutturazione di quegli immobili che adesso vanno all'asta.
L'ultima volta che avevamo parlato con Massimo Roghi, oltre un anno e mezzo fa, l'imprenditore proprietario dei fabbricati ai Montini aveva a suo modo, con coraggio, spiegato le ragioni della riconversione a struttura di accoglienza per i rifugiati, confermando di essere in contatto con alcune associazioni e di aver dato disponibilità all'affitto: «Qui troveranno un'accoglienza idonea. La struttura infatti ha tutte le caratteristiche richieste: distanza dal paese, servizi, spazi». E infatti i richiedenti asilo erano arrivati. Prima trenta, poi oltre cinquanta.
L'ex Casa dell'amore è un luogo senza pace.
Il restauro azzeccato, la vista mozzafiato, non sono bastati - in un'epoca di crisi profonda - a far decollare quello che in origine era un progetto turistico-residenziale: una decina di villette per una ricettività complessiva di una settantina di posti letto, sfruttando il recupero dei volumi della porcilaia, castri dove un tempo si allevavano suini.
Dopo la ristrutturazione, non riscontrando interesse commerciale, Roghi ottenne dall'amministrazione comunale di Roccastrada il via libera a destinare questi spazi ad alloggi per anziani. Ma l'idea naufragò quasi subito per una serie di controindicazioni, non ultima il fatto che sul territorio esiste già da 50 anni una casa di riposo con un centinaio di ospiti, ben gestita dalla Misericordia.
A quel punto - era il 2010 - Massimo Roghi pensò bene di ri-convertire una parte dei fabbricati di via della Tana in locale per scambisti: una casa dell'amore, inaugurata nel febbraio del 2011.
Pochi mesi di vita, poi la decisione di tornare al residenziale-turistico, cambiando radicalmente genere di clientela: non più coppie trasgressive ma tranquilli vecchietti, magari stranieri.
Via gli specchi e le tende di raso dalle venti camere per far posto a comfort e spazi per attività fisica soft.
Insomma una rsa, una sorta di resort per persone anziane che volessero trascorrere qualche giorno di vacanza in Alta Maremma.
Nel 2015, dopo altre complicazioni e vicissitudini (tra i quali anche un omicidio), sono arrivati gli immigrati che hanno trovato alloggio in quella struttura, poi i periti e l'ufficiale giudiziario.
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