Il Tirreno

Grosseto

La Maremma dice no alla riforma Renzi

La Maremma dice no alla riforma Renzi

In controtendenza rispetto alle scelte della regione, il sì ha toccato punte minime di poco superiori al 30 per cento

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GROSSETO. Anche la Maremma boccia la riforma costituzionale del governo Renzi.

Un po’ meno nettamente rispetto al resto dell’Italia, ma comunque con un giudizio secco, in controtendenza peraltro con il complessivo della Toscana.

Anche in provincia di Grosseto è impressionante il dato dell’affluenza (70,78 per cento, due punti in più della media nazionale), che per questo referendum ha ampiamente superato persino quella delle ultime elezioni amministrative: insomma, i maremmani hanno sentito questa consultazione come un passaggio ancor più importante dell’elezione dei propri sindaci.

Basti pensare al dato della città di Grosseto: qui nello scorso mese di giugno, al primo turno delle comunali andò alle urne il 67,48 per cento degli aventi diritto, una percentuale che al ballottaggio scese addirittura al 56,39; stavolta invece si arriva a quota 71,78: un numero che non si vedeva da anni, con le ultime regionali al 51,20 e le europee al 60,9.

In provincia, il Comune con la maggiore affluenza è stato quello di Monterotondo Marittimo con il 78,7%, seguito da Montieri con il 73,5%. Isola del Giglio, invece, il Comune che – come spesso accade – più ha disertato le urne: 56,5%.

Per quanto riguarda il capoluogo, a metà abbondante dello scrutinio era di 45,3 per il sì contro il 54,7 per il no (56 sezioni su 76).

E nel dettaglio gli scrutini hanno dato la vittoria del sì solo in pochi seggi, come il 18 (scuola via Einaudi - 50,75), il 21 (scuola via Meda - 55,41) e il 60 (53,03 - Rispescia).

La riforma costituzionale ha toccato il minimo dei consensi nelle sezioni 36 (32,04 - scuola via De Amicis), 74 (35,22 - scuola Einaudi) e 64 (36,65 - Braccagni). Parità perfetta alla sezione 19 di via Einaudi.

La giornata referendaria per il resto è trascorsa nella massima tranquillità. Anche in Maremma (segnalazioni da Orbetello e da Grosseto) a metà pomeriggio è scoppiato il caso delle presunte matite “irregolari”: segnalazioni, ma nessuna denuncia formale per un allarme che, col passare delle ore è poi rientrato anche in virtù delle precisazioni del ministero degli Interni.

Naturalmente il clamoroso esito del voto referendario rafforza l’entusiasmo del centrodestra e del Movimento 5 Stelle, in particolare proprio a Grosseto, città che mostra in Toscana la sua peculiarità di area politicamente “contendibile” al Partito democratico.

Già oggi pioveranno i commenti e le analisi, ma intanto a livello locale potrebbero aprirsi scenari nuovi e fin qui poco esplorati.

La sconfitta di Renzi prefigura infatti un’accelerazione anche in vista delle prossime elezioni politiche, che a questo punto potrebbero arrivare anche molto prima della naturale scadenza del 2018.

Grosseto, come è noto, è stata anche nelle ultime amministrative un laboratorio politico nel quale in particolare il centrodestra ha dato ottima prova di sé. E non è un mistero per nessuno che più di qualcuno (a partire dallo stesso sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna) sia “tenuto d’occhio”da Roma per possibili candidature al Parlamento.

Questa finestra, che la sconfitta di Matteo Renzi spalanca d’improvviso all’Italia intera, potrebbe essere uno dei temi centrali della politica grossetana nei prossimi mesi: bisogna cominciare a prepararsi per le politiche, c’è tutta una geografia di accordi da ridisegnare.

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