Toscana
Sos castagna, Firenze assicura impegno
Incontro con i vertici della Regione al consiglio comunale di Arcidosso: «Annunceremo presto investimenti importanti»
ARCIDOSSO. Ieri mattina nel consiglio comunale di Arcidosso incontro con i vertici di Regione Toscana per discutere le azioni di sostegno e le prospettive per il comparto castanicolo amiatino che nel 2016 ha dovuto far i conti, ancora una volta, con un raccolto pressoché azzerato. All’incontro erano presenti tutte le associazioni di categoria, l’associazione per la valorizzazione della castagna del monte Amiata Igp, il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci e altri rappresentanti, in una sala gremita di agricoltori. Presente anche Fabio Fabbri, responsabile Regione Toscana per la gestione della programmazione leader su Siena e Grosseto.
Ha introdotto Jacopo Marini, presidente dell’Unione dei comuni e sindaco di Arcidosso, che nel mese di ottobre, proprio in occasione della Castagna in festa, aveva chiesto all’assessore regionale Remaschi un incontro sull’Amiata. Marini chiede con forza alla Regione di sostenere il settore castanicolo: «Non con forme assistenziali ma continuando nella ricerca e nelle cure fitosanitarie alle piante da una parte, e individuando forme di sostegno ai produttori; in caso contrario», dice. «Sono seriamente preoccupato che le persone possano decidere di abbandonare l’attività, con conseguenze disastrose per la tenuta del nostro patrimonio ambientale, quello dei castagneti, e della nostra economia. In questa situazione – continua Marini – occorre che il settore faccia un salto di qualità, con l’innovazione, il cambio generazionale e una diversificazione delle produzioni del castagno». Inoltre aggiunge, l’Unione dei comuni ha destinato 40.000 euro per la lotta al cinipide.
Le associazioni hanno presentato un documento condiviso. Lorenzo Fazzi, presidente dell’associazione per la valorizzazione della castagna, ha posto sul tavolo due questioni. Il castagno è una pianta multifunzionale che può essere collocata nel settore agricolo e boschivo; una problematica di cui l’Europa deve farsi carico di una volta per tutte. Altro aspetto, la difesa della castagna sativa europea è fondamentale, perché le castagne arrivano da tutte le parti. Da queste azioni dipende anche la difesa della nostra castagna, dei territori e dei nostri produttori.
Per la Regione era presente Roberto Scalacci, direttore generale dell'agricoltura, che nel suo intervento conclusivo ha affermato: «L’area sud della Toscana rientra in un'area di crisi e la giunta regionale ha fissato per queste zone delle priorità sugli investimenti. Sull’Amiata c’è un’attenzione particolare». Per l'Amiata, la Regione sta ragionando su progetti relativi all’agroindustriale e a sviluppare esperienze pilota su viabilità, turismo, agricoltura; ci saranno insomma investimenti importanti che saranno presentati nel prossimo periodo».
Secondo Scalacci, per il settore castanicolo sarà fondamentale rafforzare la filiera, creando un circuito forte che avrà investimenti ugualmente importanti invece che i contributi diretti al reddito, ad oggi uno strumento non utilizzabile.
Insomma nel futuro sarà importante ammodernare il settore, all'interno di un sistema più forte, come una Op (organizzazione dei produttori) che possa accedere a risorse importanti per i castanicoltori e per i giovani che vogliono iniziare a investire nel settore.
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