Toscana
«La mia casa al centro dello svincolo»
La protesta degli abitanti del Guinzone: nel 2012 la tragedia dell’alluvione, ora la lotta contro l’autostrada
ORBETELLO. Una zona che morirà. Hanno questa convinzione gli abitanti del Guinzone, zona alle porte di Albinia, quando pensano a quello che accadrà quando sulle loro terre passerà la Tirrenica. Quello del Guinzone è un territorio venuto alla ribalta non molti anni fa: 4 per l'esattezza. A farlo finire agli onori della cronaca fu la devastazione che in alcune di quelle case portò l'alluvione.
Una parte degli abitanti di quel territorio si sono dati appuntamento ieri in un podere per cercare di capire, per trovare, guardandosi in faccia, il bandolo di una matassa o meglio, per cercare di evitare quel macigno che potrebbe abbattersi sulle loro teste: il passaggio dell'autostrada. In quella zona ci sono molti poderi, alcuni sono stati trasformati in agriturismo, altri hanno rimessaggi di barche, altri ancora lì ci vivono, coltivano i loro prodotti, alcuni anche di eccellenza. Nel 2012 molti dei nomi che sono scritti nell'elenco degli esprorpiandi hanno visto le loro case invase dal fango. Ora per loro è in arrivo una colata di asfalto. Non lontano da quei poderi passerà un viadotto alto più di 10 metri che si snoderà per alcune centinaia di metri, poi un terrapieno, svincoli, viabilità complanare di accesso all'autostrada. Stradine vicinali che scompariranno. «Il fango lo abbiamo levato dalle nostre case - dice Catia Gattari, titolare di un agriturismo - l'asfalto non lo porterà più via nessuno». Lo sguardo di alcuni è smarrito. Si cerca una soluzione per impedire lo scempio. «Abbiamo investito soldi e tempo - spiega Gattari - per migliorarci. Adesso le nostre attività sono a rischio. L'ambiente anche».
Quando si parla del Guinzone non si può non tenere conto del rischio idrogeologico. «Ci sarà una nuova diga oltre a quella rappresentata dalla ferrovia - dice Massimo Acquaroli - Io mi chiedo come si possa pensare a un progetto tanto farraginoso». «La Regione ha speso milioni per la messa in sicurezza - dice Enrico Comandi - Adesso invece con la realizzazione dell'autostrada si condanna una zona a vivere nel terrore. «Io mi ritroverò dentro allo svincolo - dice il signor Caprini - pensate che bello». Una terra che verrà stravolta. «Le aziende saranno divise in due - ribadisce Gianpaolo Danesi - non avremo più futuro». Danno ambientale, qualità della vita stravolta, valore delle abitazioni azzerato, proprietà attraversate dalla Tirrenica o dalla viabilità complanare. «I turisti vengono nei nostri campeggi - fa notare Comandi - non solo perché sono all'avanguardia ma anche perché possono andare a visitare un territorio che vale la pena attraversare, in cui hanno la possibilità di muoversi liberamente. Che importanza avrà avere strutture eccellenti se poi il paesaggio sarà devastato?». Un pensiero va poi anche alle istituzioni con un invito al presidente Enrico Rossi a venire a vedere dove passerà la Tirrenica. Ma non solo Rossi. L'invito è esteso anche a Fabio Bellacchi, presidente del Consorzio di Bonifica, perché venga a spiegare come si può stare tranquilli al Guinzone con una terrapieno autostradale che potrebbe diventare una diga.
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