Gioco
Gli studenti puliscono... il Mondo
Oltre 100 ragazzi con Legambiente al parco dell’Ombrone, “spazzini” per un giorno
GROSSETO. “Puliamo il Mondo”, la campagna sulla sensibilizzazione promossa da Legambiente alla pulizia e al rispetto dell’ambiente, è arrivata anche a Grosseto e ha coinvolto le scuola primarie di via Mascagni, la media Dante Alighieri e il liceo Chelli. Oltre 100 studenti, con le rispettive insegnanti hanno partecipato alla 24ª edizione, al parco del fiume Ombrone. La giornata è stata all’insegna del trekking urbano, con partenza da piazza De Maria, da dove il gruppo di ragazzi, insegnanti e membri di Legambiente hanno proseguito alla volta del parco, per concludere il loro percorso alla stazione di rilevamento del Berrettino.
Gli studenti sono stati i veri protagonisti con la pulizia del verde del parco, nella prima parte della mattina, con un lavoro di circa due ore che ha portato i giovani, “spazzini” per un giorno, a riempire i sacchi biodegradabili con tutte le tipologie di rifiuto abbandonate fra gli alberi, nei tratti pedonali e nei laghetti: vetro, ma anche lattine, carte, addirittura sedie e palloni da calcio.
«Sensibilizzare i più giovani_spiega Simona Petrucci, assessora comunale all’ambiente_cioè il nostro futuro, perché attraverso loro si può diffondere la cultura ai più grandi, genitori e nonni e alle istituzioni. L'area del parco dell'Ombrone necessitava di essere pulita perchè versava in uno stato di abbandono così come quella di via Giotto dove siamo già intervenuti».
«Vogliamo lanciare un messaggio», dice Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente: «Insegnare ai ragazzi a distinguere i rifiuti con il sistema di raccolta differenziata. Non solo, nell’anno in cui ricorre il 50º dell’alluvione, hanno avuto modo di comprendere cosa sia e come si accerti il rischio idrogeologico del territorio». Nella seconda parte della mattina, infatti, al Berrettino Legambiente ha spiegato agli studenti i pericoli derivanti dalle piene del fiume e ha raccontato di ciò che accadde cinquant’anni fa, del coraggio della popolazione nel reagire ad uno stato di grave calamità come l’alluvione».
Stefano Fabbroni
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