Il Tirreno

Grosseto

Autostrada tirrenica

Autostrada: espropri in arrivo, stupore e proteste

di Ivana Agostini
Marcello Galeazzi ritratto sul tetto della sua rivendita di mobili a Campolungo (Orbetello) mostra la zona in cui il tracciato autostradale potrebbe spazzare via le attività esistenti (foto Enzo Russo)
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Marcello Galeazzi ritratto sul tetto della sua rivendita di mobili a Campolungo (Orbetello) mostra la zona in cui il tracciato autostradale potrebbe spazzare via le attività esistenti (foto Enzo Russo)

Gli imprenditori della zona artigianale di Campolungo vedranno l’asfalto dove adesso ci sono capannoni o piazzali - Le foto

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ORBETELLO. «Ho molta fantasia ma nemmeno nei sogni avrei immaginato di trovarmi l’autostrada davanti al cancello di casa».

Lorella Bini, titolare di un ingrosso di prodotti per la pulizia della casa e complementi di arredo che si trova nella zona di Campolungo, commenta così, con preoccupazione e sconcerto, la lista degli espropriandi comparsa da alcuni giorni sul sito della Sat. Vedere i propri nomi scritti nero su bianco fa un certo effetto anche perché oltre allo sconcerto non ci sono ancora delle certezze su cosa in realtà verrà espropriato. «Abbiamo visto il nostro nome su quell’elenco - spiega Bini - ma l’esproprio non dovrebbe riguardare il nostro capannone ma la strada. Non ne siamo ancora certi. La notizia è arrivata all’improvviso e in modo inatteso, non abbiamo avuto ancora il tempo di verificare. Di certo non siamo contenti perché anche se non ci espropriano i capannoni - continua l’imprenditrice - ci ritroveremo l’autostrada davanti al cancello di casa».

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La zona di Campolungo si trova lungo la statale Aurelia. In quella lingua di terra fra la ferrovia e la statale ci sono tantissime attività artigianali: capannoni per il rimessaggio di barche, motori marini, una azienda del marmo, un rivenditore di mobili, un grande negozio di abbigliamento, un’azienda che distribuisce prodotti alimentari, ceramiche e arredobagno, elettrodomestici e anche un albergo. Insomma, un mondo imprenditoriale che giorno dopo giorno, anno dopo anno, sacrificio dopo sacrificIo, ha costruito dei locali in cui ha intrapreso una professione. Ora parte di quel lavoro e di quei sacrifici potrebbero essere spazzati via da una lingua di asfalto.

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Quello di Campolungo è però l’esproprio che non ti aspetti. Nelle varie assemblee in cui il tracciato è stato presentato il tratto di autostrada che lasciava la sede dell’Aurelia per andare a posizionarsi fra la ferrovia e la zona artigianale “sembrava” entrarci perfettamente. In molti, conoscendo le distanze che devono essere rispettate perché c’è anche la ferrovia, si chiedevano come fosse possibile che quei capannoni o quella zona rimanessero come adesso, con una aggiunta comunque non da poco: un’autostrada alle spalle. Non solo sembrava che le costruzioni non venissero interessate ma nelle cartine mancano anche alcuni capannoni che invece sono stati costruiti, come se il progetto si fosse realizzato senza basarsi su mappe aggiornate.

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In realtà nulla a Campolungo rimarrà inalterato. Nell’elenco degli espropriandi si leggono i nomi di molte di quelle attività. E anche se non saranno i capannoni ad essere sdraiati, la Tirrenica toglierà alle attività interessate anche la possibilità di espandersi portando via i piazzali. Ovvio che sempre meglio un piazzale che il capannone ma il disagio rimane. «A noi porta via la parte retrostante i capannoni - dice Ivana Grisostomi, titolare della Ipat, azienda che vende prodotti alimentari e per l’igiene della casa - siamo preoccupati ma ancora dobbiamo capire bene dove saremo espropriati. Abbiamo visto anche i nomi delle altre aziende e qui sarà un disastro».

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Una volta metabolizzato lo sconcerto per la notizia i proprietari delle attività inizieranno a documentarsi per verificare con esattezza mappe e particelle. I tecnici raccomandano soprattutto di fare una sovrapposizione fra il progetto e le mappe catastali aggiornate. Fare una visura catastale e verificare se le particelle sono quelle esatte. L’incertezza, infatti, in questo momento la fa da padrona. Giorgio Nannini, titolare del vivaio Pitorsino, non è ancora sicuro se verrà espropriato o meno. Non lo sarà per l’autostrada ma potrebbe esserlo per la viabilità complanare.

I 60 giorni necessari per fare le osservazioni sono iniziati. I cittadini interessati stanno prendendo i contatti con i professionisti per essere assistiti nel percorso. Regnano ancora tanti dubbi che forse andranno calando col passare dei giorni quando con maggiore lucidità i cittadini riusciranno a comparare il progetto del lotto 5b e gli espropri. La strada è lunga e nel mezzo ci sono le festività del Natale ma la Maremma che non vuole la Tirrenica è già sul piede di guerra pronta alla difesa del territorio e a dare battaglia. «Non vogliamo la distruzione del territorio».

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