Gioco
«Quel docente non ha soccorso mio figlio»
Incidente a scuola, una donna si rivolge ai carabinieri: segnalati anche episodi di bullismo
GROSSETO. La madre lo ha trovato con un taglio allo zigomo e l’animo piuttosto scosso. Il ragazzo ha raccontato che tutto è nato per un incidente, sfociato poi in una baruffa con gli altri compagni di scuole, che gli hanno tirato i capelli e preso in giro mentre lui era ancora a terra, sul pavimento. Il ragazzo ha provato a gridare, a farsi sentire dall’insegnante, ma nessuno è arrivato in suo soccorso.
«Le grida le abbiamo sentite tutti» confideranno poi i compagni di classe alla madre, furiosa per come il docente «non si sia minimamente interessato a cosa fosse accaduto a mio figlio», dice. Neanche dopo, quando il ragazzo è andato dal professore in cerca di aiuto, senza trovare soddisfazione. «Mio figlio è dovuto andare in segreteria per cercare una mano e per arrivarci devi uscire dall’istituto - continua la donna - Il professore non lo ha neppure accompagnato. Poteva anche fuggire, se avesse voluto». Troppi fatti passati inosservati secondo la madre, che ha denunciato il docente ai carabinieri.
Siamo in una prima media della zona nord della Maremma. Per tutelare i ragazzi, non verrà dato qua nessun dettaglio che possa renderli riconoscibili. Basti sapere che quanto accaduto ieri non è il primo caso, visto che ci sono altre denunce simili a carico di questo insegnante. L’ultima non più tardi di due settimane fa. «Non solo ci sono i bulli, ma chi deve sorvegliare non si interessa minimamente ai ragazzi» dice la donna, che ieri è stata chiamata dalla scuola poco dopo le 13 per essere informata che era accaduto qualcosa in palestra alla prima ora. La vicenda inizia con una palla, chiusa nello sgabuzzino dove il ragazzo si reca per poterla prendere e giocarci insieme agli amici. La palla però gli cade, lui si china per raccoglierla e in quel momento un compagno apre la porta all’improvviso, colpendolo in volto. Questo l’incidente, questo il taglio allo zigomo, certificato al pronto soccorso, ma la vicenda non finisce qui. «È colpa tua se hai preso la porta in faccia: sei un nanerottolo, ti sta bene» gli dice il compagno appena arrivato, subito spalleggiato da altri due, uno dei quali una ragazza. Come dirà la madre nella stesura della denuncia, sono i tre ragazzi che hanno preso di mira il figlio, facendone «oggetto di scherno e ingiurie». La ragazza lo offende nel ripostiglio e quando lui prova a reagire, dolorante in volto, uno dei maschi lo afferra e lo getta a terra, tirandogli i capelli. In tutto ciò il ragazzo «gridava e piangeva tentando di richiamare l'attenzione di qualcuno - dice la madre ai carabinieri - Quando è uscito dallo sgabuzzino, mio figlio ha visto l’insegnante seduto dietro un banco che non si interessava del fatto che piangesse, fosse dolorante e che uscisse correndo per andare in segreteria».
Un passaggio per il quale il ragazzo è dovuto uscire all’esterno dell’istituto. Di tutto questo la madre ne ha parlato con le insegnanti che le hanno telefonato, ma queste «hanno cercato di sminuire l'accaduto», racconta. La donna ha cercato anche di parlare con il docente in questione ma «non si è degnato di farsi vedere o di chiedere telefonicamente come sta mio figlio, disinteressandosi quindi dell’intera vicenda». È proprio da questa indifferenza, prima durante e dopo la baruffa, che ha deciso di denunciarlo.
«Questo professore non vigila permettendo aggressioni verbali e fisiche tra ragazzi che spesso sfociano in atti di bullismo».
Alfredo Faetti
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