Il Tirreno

Grosseto

Incidenti coi cinghiali: esposto in Procura

di Gabriele Baldanzi
Incidenti coi cinghiali: esposto in Procura

Dopo tre scontri in pochi mesi Claudio Ceroni, politico di lungo corso, va dal magistrato: «Ci sono tratti troppo pericolosi»

4 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Un esposto alla Procura della Repubblica di Grosseto, chiamando in causa Provincia e Regione Toscana. A presentarlo, nei giorni scorsi, non è stato un cittadino qualsiasi, ma Claudio Ceroni, politico di lungo corso, già vicesindaco del comune di Cinigiano e amministratore di società pubbliche e private.

«Sì, è vero – conferma Ceroni – ho denunciato questa emergenza rivolgendomi alla magistratura. Ho dettagliato ciò che mi è accaduto e spiegato, a mio avviso, dove risiedono le responsabilità. A mali estremi, estremi rimedi. Io sono solitamente una persona moderata, mite, ma dopo il terzo incidente in pochi mesi con cinghiali e caprioli anche un santo avrebbe perso la pazienza. Diciamo pure che il mio è prima di tutto un atto politico, perché il problema non sono i danni all’auto causati dagli scontri, quanto i rischi che si corrono per una serie di negligenze di chi ci governa. Il mio obiettivo è segnalare l’estrema pericolosità di alcuni tratti di strada, dove nessuno, pare, ha voglia di porre un rimedio. E così ho deciso di espormi...».

Ceroni, fin dalle prime righe della denuncia, sottolinea che la vicenda personale è secondaria, ma ritiene invece di interesse generale «la tutela della sicurezza delle persone», chiedendo «opportuni accertamenti e che venga valutata la sussistenza di eventuali profili di rilevanza penale».

L’ultimo incidente di Ceroni è avvenuto una decina di giorni fa nella solita strada provinciale di Voltina. «È la terza volta, sempre su questa strada – dice –. Il danno più grande me lo procurò a suo tempo un capriolo, fui anche liquidato. Poi, più di recente, lo scontro con un piccolo cinghiale. E adesso, dieci giorni fa, un nuovo incidente. Guidavo la mia Peugeot in direzione Cinigiano-Grosseto quando, superata la confluenza con la strada che conduce a Poggi del Sasso, un cinghiale, fuoriuscendo dalla scarpata sottostante, si è lanciato sulla carreggiata impattando frontalmente con la macchina. Nonostante tenessi una velocità moderata, e l’auto, infatti, ha riportato danni modesti, la dinamica con cui il selvatico si è gettato in strada ha reso impossibile qualsiasi tentativo di evitare l’urto. Faccio presente anche il pessimo stato di manutenzione della strada e delle banchine laterali, coperte da vegetazione, senza nessun tipo di segnaletica che preavverta il pericolo».

Per Ceroni questa informativa all’autorità costituisce prima di tutto un dovere civico, «considerato – prosegue – che in quel tratto di strada, ma non solo, l’attraversamento improvviso di animali selvatici è purtroppo una costante che non si limita più alle ore dal tramonto all’alba, ma si estende con pericolosa frequenza anche alle ore diurne, così da rappresentare un pericolo incombente per la sicurezza dei cittadini. E vorrei davvero fosse chiaro che non si tratta di una questione di risarcimenti ma di sicurezza delle persone». Secondo Ceroni, infatti, neppure la limitazione della velocità costituisce più una tutela dell’incolumità di chi viaggia, dal momento che l’attraversamento improvviso della sede stradale da parte di un animale non consente l’arresto del veicolo.

«Dalla mia esperienza e da ciò che si legge sui giornali – sono ancora parole di Ceroni – certi sinistri sono causati dal concorso di ripetute trascuratezze, dalla mancanza di segnalazione del pericolo e da una inefficace gestione della fauna selvatica da parte dei soggetti titolari delle funzioni di gestione e controllo. Gli studi in questo settore dicono che negli ultimi dieci anni il numero dei cinghiali è più che raddoppiato sul territorio provinciale e a livello regionale, con la conseguenza che nelle aree rurali ed extraurbane gli ungulati invadono i campi coltivati, i centri abitati e le strade. Così non si può andare avanti».

Ceroni chiede quindi alla Procura di individuare e valutare eventuali responsabilità e procedere poi nei confronti di chi amministra. A margine dell’esposto presentato da cittadino, c’è una domanda per il politico Ceroni, ovvero: quali soluzioni suggerisce? «Per contrastare il fenomeno servono ordinanze contingibili e urgenti finalizzate alla riduzione del numero degli ungulati; sono necessarie recinzioni lungo il perimetro delle strade che confinano con zone protette e di ripopolamento; necessari inoltre interventi di manutenzione alle banchine e alle scarpate per ridurre la vegetazione che ostacola la visuale; e poi una segnaletica innovativa».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Domenica sport
Calcio

Serie D, l’ottava meraviglia della Pistoiese arriva nel recupero, cadono due big nel girone E – I risultati e le classifiche

di Alessandro Lazzerini