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Inceneritore, salta l’incontro con Sei

Inceneritore, salta l’incontro con Sei

Si sarebbe dovuto discutere dell’acquisto di quote da parte del gestore

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SCARLINO. Tutto rimandato. Il tavolo tra Sei Toscana e i rappresentanti dei Comuni riuniti nell’Aor (area omogenea di raccolta) Grosseto Nord è stato rimandato a data da destinarsi «per motivi tecnici». La fumata nera lascia quindi intatte le preoccupazioni dei sindaci per l’acquisizione da parte di Sei di quote della Scarlino Energia, la società a capo dell’inceneritore di Scarlino, attraverso un azionista in comune, ossia la Sta spa.

Le preoccupazioni sono legate alle intenzioni del gestore del servizio rifiuti circa l’entrata nel pacchetto azionario dell’inceneritore, colmo di debiti, e all’eventualità che questi debiti possano avere effetti sulle bollette dei cittadini.

Sono aspetti ancora da chiarire, a cui Sei dovrà rispondere non appena sarà di nuovo convocato il tavolo con i Comuni della zona nord. Sono molti i dubbi degli amministratori legati a questa operazione finanziaria. Ad esempio, quante sono le quote di Scarlino Energia effettivamente acquisite dal gestore e quali sono le motivazioni che hanno spinto verso questa scelta (si parla di un problema di liquidità da parte del gestore).

I Comuni chiedono anche quali sono i contorni di questa operazione: le indiscrezioni parlano di una deliberazione approvata dal cda (nell’ultima seduta prima dell’inchiesta giudiziaria che ha travolto il settore dei rifiuti) con cui Sei avrebbe acquisito queste quote attraverso la Sta spa, una società che è azionista tanto di Sei quanto di Scarlino Energia. Sono questi i temi che i membri dell’Aor Grosseto Nord porteranno all’attenzione del gestore, insieme a una buona dose di preoccupazioni.

«Dobbiamo chiarire che tipo di operazione societaria è e perché – hanno detto i due assessori all’ambiente di Follonica e Scarlino, rispettivamente Mirjam Giorgieri e Luca Niccolini – Ci sono timori per la situazione finanziaria dell’inceneritore e per eventuali ripercussioni sulle tasche dei cittadini. Adesso dobbiamo vigilare affinché questo non accada».

La preoccupazione insomma è che la crisi della Scarlino Energia, che ha portato la società al concordato, possa essere in parte ripianata attraverso le bollette. (a.f.)

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