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Grosseto

«Pincione ci ha offeso» Il Comune sporge querela

«Pincione ci ha offeso» Il Comune sporge querela

Le parole pronunciate in tv dal presidente di Fc Grosseto sono ritenute lesive «Faremo anche un’azione civile, la somma sarà devoluta in beneficenza»

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GROSSETO. Si fa sempre più infuocato il clima intorno all’Fc Grosseto.

Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha dato ieri mandato ai suoi legali di agire nei confronti di Max Pincione, presidente del Football Club, reo di aver «usato, lunedì sera, parole offensive, nel corso di un collegamento da New York, all’interno del programma di approfondimento di TV9 “Il Biancorosso».

«Al minuto 19 e 37 secondi della trasmissione, infatti, a una domanda del giornalista Mario Roggi - si legge in una nota del Comune - sulle possibilità di riavvicinamento tra la proprietà e le istituzioni locali, Pincione ha proferito parole lesive della dignità e del nome dell’ente».

Azione civile. «Pincione non ha soltanto offeso il Comune - commenta il sindaco - ha sporcato il nome di tutta la città e dei suoi abitanti. Non si tratta soltanto del turpiloquio che ha usato, ma dell’ostilità continua con la quale l’attuale presidente ha voluto commentare la vicenda per tutta la durata della trasmissione. Non posso tollerare che il Comune Grosseto e i grossetani siano apostrofati in questo modo». «Oltre alla querela - aggiunge il primo cittadino - il Comune, per tutelare l'immagine dell’ente, procederà con un’azione civile di risarcimento danni: la somma risarcitoria sarà devoluta in beneficenza, nei modi e nelle forme che saranno comunicate a tempo debito».

In Tribunale. Ci troviamo di fronte insomma all’ennesimo capitolo di una querelle che va ormai avanti dall'estate. Il sindaco aveva infatti inviato a Pincione un ultimatum per il pagamento del canone per l'utilizzo dello stadio Zecchini e del sussidiario Palazzoli, senza ricevere risposta alcuna dal presidente. «Il Comune - sottolinea l'assessore Fabrizio Rossi - si sta tutelando. Sono in piedi già due cause: un'ingiunzione di pagamento, mentre il 7 dicembre il giudice Giulia Conte deciderà sul ricorso dell'amministrazione per tornare in possesso dei due impianti». «È una situazione incredibile - prosegue Rossi - che crea un danno alla comunità. La convenzione, scaduta tra l'altro il 28 agosto scorso, prevede che l’Fc Grosseto sia responsabile della manutenzione dello stadio, ma anche dell'area circostante e di tutte le strutture, bagni compresi».

La replica. Immediata la replica, con un comunicato, del presidente Max Pincione, che «si sente di ringraziare in primo luogo il sindaco di Grosseto, perché dopo mesi di silenzio, richieste di incontro rifiutate e caffè negati, ha finalmente tolto il lucchetto alla porta». «Trovo poco elegante - si legge - che lei usi il suo ruolo ed il nome della città che rappresenta, per la sua guerra personale, tirando in causa i cittadini ed i tifosi della Fc Grosseto, società che, le piaccia o meno, io rappresento in quanto ne sono il proprietario».

«Quello offeso sono io». «Credo sarebbe più opportuno - aggiunge Pincione - si concentrasse sul modo in cui ha portato avanti la gestione di questa questione. Non ritengo di aver avuto atteggiamenti offensivi, anche se di offese io, i collaboratori e la società stessa, ne abbiamo subite quotidianamente molte. Fossi in lei mi soffermerei a pensare a come poter spiegare i suoi cari cittadini la sua posizione in questa vicenda ed il suo chiaro diniego, fin da subito, a voler creare un terreno fertile per un rapporto collaborativo che potesse essere proficuo per entrambe le parti, come dovrebbe essere tra la prima squadra cittadina e il Comune stesso».

«Aiuti solo per gli altri». Pincione accusa l’amministrazione comunale «ha offerto aiuti economici in cambio di coabitazioni con altre realtà locali che ha rifiutato fino alla fine accordi ed incontri conciliatori». E aggiunge: «Ha sempre trovato il tempo per tutte le altre realtà sportive locali ma, non per muovere un passo verso la mia società, verso i colori della sua città». «Prima di soffermarsi sui puntini sulle 'I' e sulle possibili cadute di stile che a suo avviso possono essere state commesse dalla mia persona, dovute anche ad un clima non proprio sereno che, è solo nostro interesse ed intenzione tutelare il più possibile e migliorare, si concentri su come poter spiegare al giudice il suo operato e la sua posizione in merito a tutta la vicenda». «Proprio lei parla di ostilità - accusa - Quando mai ha avuto un atteggiamento ospitale e cordiale nei miei confronti, nei confronti dei miei soci o della mia squadra? Mai».

«Disponibile per un caffè». «Io non ho utilizzato nessun apostrofo verso i cittadini di Grosseto - scrive ancora Pincine - e mai lo farò, ma ci sono suoi cittadini grossetani che sono andati ben oltre i termini utili per avviare una querela e continuano a farlo. Se dovessi attivarla io la richiesta danni a tutela dell'immagine della mia società e della squadra cittadina, caro sindaco, ci pagherei i canoni per 5 stagioni intere». L’imprenditore rinnova «nuovamente l'invito: un caffè, decaffeinato se preferisce, glielo offro volentieri, fermo restando che, resto il Presidente di questa società e da questa città non ho intenzione (suo malgrado) di andarmene per il momento. Le ricordo che, minacciare un’azione penale è atto illegale, mi riservo ogni azione legale a riguardo».

Opposizione al decreto. La Fc Grosseto comunica anche «di aver notificato al Comune atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo, facendo valere le sue ragioni quanto alle ingenti somme di denaro spese per la cura e la manutenzione degli impianti sportivi Zecchini e Palazzoli per le quali è stata richiesta la compensazione con quanto dovuto a titolo di canone di concessione all’Ente comunale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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