Sicurezza
«Gestione della pesca: piano abbandonato»
La fauna ittica fa fatica a riprodursi e i professionisti sono in crisi, l’allarme lanciato da Sinistra italiana
SCARLINO. «Un’occasione perduta per il nostro territorio».
Così il gruppo di Sinistra Italiana di Scarlino definisce il nulla di fatto attorno al Pgl, acronimo di piano di gestione locale della pesca nel golfo di Follonica, che stando ai programmi avrebbe dovuto limitare la quantità di pesce pescato grazie anche all’aiuto dei pescatori professionisti.
Un nulla di fatto legato alle lungaggini burocratiche, accusano i membri scarlinesi di Si, ma anche agli enti che si affacciano sul golfo che non hanno spinto a sufficienza verso il compimento del piano.
«Durante l’ultima consulta del mare promossa dal Comune di Scarlino è stato reso noto quello che temevamo: il piano di gestione locale della pesca nel Golfo di Follonica è accantonato - spiega il gruppo consigliare - Un piano che avrebbe, grazie all'adesione volontaria e convinta dei pescatori professionisti, dei circoli di diportisti con il supporto degli enti preposti, per la prima volta creato le condizioni affinché nel nostro golfo si riducesse in maniera responsabile il quantitativo di pesce pescato attraverso l'uso di opportune attrezzature di pesca ed una politica di rispetto delle fasi di riproduzione».
Opportunità che sarebbero andate oltre la sopravvivenza dei pesci, comunque importante. «Questo avrebbe avuto positive ricadute sia per quanto riguarda i professionisti che traggono il loro reddito dalla pesca, sia per l'ambiente del nostro golfo» spiegano appunto da Sinistra Italiana.
«Impoverire oltre certi limiti la presenza della fauna ittica porta ad un progressivo ma sicuro degrado le cui conseguenze potrebbero essere nefaste per i professionisti già alle prese con una crisi economica che non risparmia nessuno e sicuramente non auspicabile dal punto di vista ambientale» continua la nota, che poi manda il suo messaggio di accusa.
«Non aver messo in campo le più opportune iniziative in tal senso, anche con il supporto degli enti che si affacciano sul golfo, insieme ai quali in queste situazioni dobbiamo fare fronte comune, preoccupa il nostro gruppo consiliare che vede in questo comportamento un approccio alla questione poco rispettoso nei confronti del mare, di chi lo vive, del quale vive e dell'ambiente - chiude la nota - Chiediamo pertanto come gruppo di Sinistra Italiana di riaprire questo percorso iniziato con grandi aspettative, in modo da dare al territorio una reale prospettiva per il futuro, guardando oltre il consumo di risorse con un'ottica miope e incosciente». Una battaglia insomma tutt'altro che chiusa. (a.f.)
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