Sicurezza
Pesca intensiva nel golfo Il corallo non cresce più
FOLLONICA. Dopo i continui allarmi arrivati nelle scorse settimane dagli ambientalisti, la preoccupazione sullo stato dei fondali è condivisa anche dai pescatori locali che ricordano addirittura i...
FOLLONICA. Dopo i continui allarmi arrivati nelle scorse settimane dagli ambientalisti, la preoccupazione sullo stato dei fondali è condivisa anche dai pescatori locali che ricordano addirittura i tempi in cui nel golfo di Follonica si formavano spontaneamente formazioni coralline ormai distrutte. Una perdita importante, per il mare e i suoi abitanti.
«I fondali marini di Follonica erano spettacolari fino a qualche decina di anni fa - spiega Vittore Villani, pescatore scarlinese - attorno ai 60 metri di profondità si potevano ammirare bellezze straordinarie comprese anche delle formazioni corallifere. Dal momento in cui però è stata autorizzata la pesca con l'uso di catene e ramponi la platea coralligena è stata irrimediabilmente falcidiata distruggendo un habitat ideale per tutte le specie ittiche pregiate, lasciando solo la desertificazione e causando la morte di quei coralli. Migliaia di anni di lavoro della natura sono stati distrutti, un perfetto equilibrio biologico scomparso per mano del'uomo».
Scelte sbagliate e una pesca intensiva hanno insomma mutato profondamente un ecosistema quasi perfetto.
«Adesso a distanza di anni quegli stessi fondali sono completamente stati sconvolti ed ogni tanto restituiscono frammenti di barriera corallina ormai morta a ricordare quello che adesso non c'è più. Le politiche di salvaguardia del mare non hanno dato i frutti sperati, la piccola pesca professionale è in grave difficoltà, i prodotti ittici in commercio provengono spesso dall'itticoltura o dall'importazione ed i pescatori stanno fermi all'ormeggio in attesa di tempi migliori scegliendo magari proprio quelle pesche più retribuite come quella al rossetto contestate da Italia Nostra. È stato distrutto un ecosistema - conclude Villani - e quei tempi purtroppo non torneranno più».
Tempi nei quali la natura dei fondali era rigogliosa e si esprimeva con colonie di coralli da ammirare durante le immersioni dei sub.
Michele Nannini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
