Gioco
Salvato in mare aperto, la sua vita in un corto
Abdoulie Jallow, richiedente asilo, si racconta in un video finalista a Roma
GROSSETO. La data che non scorderà mai più è quel 7 maggio del 2014 quando ha rischiato di affondare in mezzo al Mediterraneo su un gommone stracolmo e alla deriva partito dalla Libia: poteva morire in mare e la sua mamma non lo avrebbe mai saputo.
Ma per lui, Abdoulie Jallow, ventisettenne originario del Gambia, la seconda possibilità è arrivata: tutti i migranti a bordo di quel gommone sono stati salvati dall’intervento prima di un elicottero e poi di una nave della Marina militare italiana all’interno dell’operazione Mare Nostrum. Abdoulie è arrivato pochi giorni dopo a Grosseto dove vive tuttora, ospite della struttura di via Trento gestita dalla cooperativa Uscita di sicurezza. Qui lo chiamano “il professore” perché è un punto di riferimento per tutti. In attesa di conoscere la risposta alla sua richiesta di asilo Abdoulie frequenta i corsi serali dell’istituto tecnico industriale (in Gambia aveva studiato lingue e informatica), in passato ha fatto anche per un periodo il bagnino a Marina e ha appena concluso il servizio civile regionale allo sportello Info immigrati di via Arno gestito dal Coeso dove ha collaborato per dodici mesi al progetto “Iva - Immigrazione Valore Aggiunto” svolgendo attività di back office e front office.
Quest’esperienza positiva di integrazione, fatta anche di quotidianità, di partite a calcio e di tante amicizie strette non solo con migranti ma anche con i grossetani, ha fatto da fonte di ispirazione per un cortometraggio ora finalista alla terza edizione del concorso nazionale “Fammi vedere” sul tema del diritto d’asilo indetto dal Consiglio italiano per i rifugiati (Cir). Molti i lavori pervenuti da tutta Italia ma il corto grossetano è riuscito ugualmente a entrare nella cinquina dei finalisti. La sera di lunedì 27 novembre a Roma si saprà se “The smiling coast”, questo il titolo del corto che parla della vita di Abdoulie, sarà anche tra i tre vincitori per i quali sono previsti premi in denaro.
Ma come precisa il giovane, il progetto è un lavoro di squadra nato dall’esperienza del servizio civile e condiviso con le altre due colleghe volontarie, Chiara Carmignani e Valiantsina Kautunova, oltre che con le operatrici dello sportello di via Arno, Camilla Nucci e Elisa Dell’Oglio. A questo team pieno di idee e di esperienze di vita mancava però un professionista che potesse tradurre tutto ciò in immagini. Lo hanno trovato nel regista grossetano Luigi Zannetti che, sottolinea Abdoulie, ha messo gratuitamente a disposizione la sua professionalità e le sue competenze tecniche. Il video sarà diffuso solo dopo la cerimonia di premiazione in programma lunedì sera nel corso di una serata di gala organizzata dal Cir al Circolo della Corte dei Conti a Roma e presentata dall’attore e comico Pino Insegno.
Abdoulie vi partecipa insieme al regista Zannetti. Nel corto il giovane è l'interprete ma anche la voce narrante e le scene “di pace” girate a Principina si alternano a scenari di guerra.
«Potevo scegliere di spostarmi in Germania o in altri paesi europei – dice Abdoulie “il professore” – ma voglio restare in Italia perché l’Italia mi ha salvato e voglio poter ricambiare l'aiuto ricevuto».
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