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«Licenziati ingiustamente»

«Licenziati ingiustamente»

Comune e sindacato contro la società del porto di Scarlino

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SCARLINO. Dal Comune al sindacato, un coro si alza per definire «inaccettabile» il licenziamento dei tre lavoratori del porto di Scarlino.

Tre figure specializzate divenute esuberi dopo il cambio organizzativo deciso dalla società per rilanciare il cantiere. «L’amministrazione nell'esprimere solidarietà ai lavoratori della Marina di Scarlino, ritiene inaccettabile che ancora una volta siano loro a pagare le discutibili scelte societarie, oltre alla crisi generale con particolare riferimento alla cantieristica legata alla nautica» si legge in una nota diffusa dal municipio, a cui fa eco quella della Fiom Cgil.

«Le motivazioni e il modo con cui l'azienda ha gestito questo passaggio così doloroso, dimostra per l'ennesima volta il completo disinteresse della Scarlino yacht service di proprietà di Ferragamo per le maestranze impiegate» dice il segretario provinciale Furio Santini. La notizia dei tre esuberi, arrivata giovedì pomeriggio, ha scosso gli animi attorno ai moli del Puntone. «Il cantiere del Porto di Scarlino riveste un'importanza fondamentale nel tessuto socio-economico del nostro territorio - dice l'amministrazione - e merita che vengano apportati gli opportuni correttivi alla gestione delle attività non con il licenziamento dei lavoratori ma attraverso investimenti e piani aziendali strategici che vadano nella direzione di una migliore e consolidata qualità del servizio e del mantenimento dei livelli occupazionali».

Il sindacato invece entra nello specifico delle motivazioni della società, che ha deciso di procedere con gli esuberi perché queste tre figure professionali specializzate non rientravano nel nuovo programma lavorativo del cantiere. «Le maestranze del cantiere hanno sempre lavorato in maniera sinergica, svolgendo ruoli e mansioni al di fuori della propria qualifica quando era necessario e nessuno si è mai lamentato - dice la Fiom - Due dipendenti coinvolti nelle procedure di licenziamento erano stati oggetto di tre provvedimenti disciplinari a testa nell'arco di due mesi, gli stessi procedimenti impugnati dal sindacato e dai lavoratori si sono risolti davanti all'ispettorato del Lavoro in un nulla di fatto: addirittura per due contestazioni l'azienda ha rinunciato al dibattimento dimostrando palesemente la nullità delle sanzioni, erogate esclusivamente per mettere in difficoltà e intimidire i lavoratori». Una presa di posizione importante che accompagna un dubbio da parte del sindacato. «In un'azienda in cui il reparto operativo è costituito da una forza lavoro di nove persone sono presenti ben sei persone con incarichi amministrativi che non sono mai stati coinvolti nelle procedure di licenziamento - continua la Fiom - Prima di questo tentativo sono state fatte alcune modifiche ai contratti amministrativi per far scendere il numero dei dipendenti al di sotto delle quindici unità ed avere quindi le mani libere nelle procedure di licenziamento. È possibile pensare che in questa azienda il direttore, il capo cantiere e due project manager non siano assunti direttamente dall'azienda gravando finanziariamente senza però apparire nell'organigramma della stessa?».

Da qui l'avvertimento di Santini. «Questi licenziamenti sono il risultato di un’incapacità manageriale, le difficili condizioni del mercato della nautica si superano con un'altissima qualità del servizio offerto per i quali servono persone preparate e competenti invece dei processi di epurazione. Per noi non finisce qui». (a.f.)

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