«La Tirrenica spaccherebbe la Maremma in due parti»
GROSSETO. «In questi anni Legambiente si è espressa in più di un’occasione a sostegno della messa in sicurezza dell’Aurelia come unica alternativa possibile. Questa posizione è ancora più marcata...
GROSSETO. «In questi anni Legambiente si è espressa in più di un’occasione a sostegno della messa in sicurezza dell’Aurelia come unica alternativa possibile. Questa posizione è ancora più marcata dopo l’analisi del progetto predisposto dalla Sat che presenta evidenti criticità». L’associazione interviene così a proposito della Tirrenica.
Nei quasi 57 chilometri tra il confine con il Lazio e Grosseto, spiega Angelo Gentili (segreteria nazionale Legambiente), «il progetto prevede di ridurre il numero delle entrate e delle uscite a soli 5 svincoli, non tenendo conto del fatto che oggi l’Aurelia è una fondamentale arteria per gli spostamenti locali. La cancellazione delle uscite comporterebbe spostamenti difficilissimi tra i centri e le frazioni per raggiungere le stazioni e le spiagge, il Parco della Maremma e l’oasi di Burano, isolando le comunità di Capalbio, Rispescia e Grosseto. Le conseguenze impatterebbero in maniera preoccupante sullo sviluppo del territorio. Ribadiamo con ancora più forza che la scelta migliore riguardo al corridoio Tirrenico rimane la messa in sicurezza e adeguamento dell’Aurelia - spiega Gentili - trasformandola in una superstrada a quattro corsie e risolvendo così i gravi problemi legati alla sicurezza, attraverso un collegamento viario efficace e moderno sull'asse tirrenico. Continuare a parlare di autostrada è del tutto incompatibile con le esigenze della Maremma Toscana, oltre ad avere un impatto negativo sul territorio perché rende difficilissimi gli spostamenti locali. Il modello autostradale è in conflitto con le scelte di sviluppo intraprese in questa zona sia in campo agroalimentare che turistico. La Maremma si sta imponendo come terra di turismo di qualità che ha i suoi punti di forza su peculiarità ambientali uniche a livello nazionale e produzioni agroalimentari d’eccellenza che fanno del territorio una meta del turismo slow, del benessere e degli stili di vita sostenibili». Dall’analisi del progetto risulta «una situazione preoccupante tra Grosseto sud e Fonteblanda: in 18 chilometri si avrebbe un solo svincolo ad Alberese e solo per chi viene da sud. Le uscite verso Montiano, Rispescia, Cupi, Monte Maggiore e Collecchio sparirebbero, sacrificando l’accesso a siti d’interesse come il Parco della Maremma che rimarrebbe isolato e accessibile solo da Alberese in direzione sud con una viabilità secondaria inadeguata. Una situazione identica vede protagonista l’area tra Ansedonia e Montalto di Castro, in cui l’Aurelia svolge un ruolo non solo di collegamento di lunga distanza ma anche di distribuzione, data la ridotta capacità della litoranea e della Pedemontana. In questo tratto di oltre 20 chilometri l’unico svincolo sarebbe a Capalbio, rendendo complessi sia gli spostamenti per chi vive in zona che l'accesso a Capalbio Scalo, alla stazione e al mare. A sparire sarebbero le uscite a La Torba, Doganella, Capalbio scalo, Casale Brizzi e Chiarone gravando sulla viabilità secondaria, peraltro inadeguata, e rendendo impossibili gli spostamenti in un territorio così ampio».
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