Il Tirreno

Grosseto

«Il potere del dg Corti per me era spropositato»

di Gabriele Baldanzi
«Il potere del dg Corti per me era spropositato»

Il presidente dell’Ato Ghinelli, sindaco di Arezzo, descrive gli scenari futuri Contrario all’Autorità unica, mira a ridurre la tariffa: «I tecnici diranno come»

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AREZZO. Il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli è da maggio il presidente dell’Ato rifiuti Toscana sud, cioè dell’assemblea dei 106 sindaci di Arezzo, Siena, Grosseto, Val di Cornia. Un ruolo che nelle ultime due settimane lo ha reso centrale nel dibattito apertosi dopo le misure cautelari nei confronti del direttore dell’Ato e dell’interdizione dei vertici di Sei Toscana nell’inchiesta per la gara da 3,5 miliardi, che secondo la Procura di Firenze venne truccata. Ghinelli è politicamente vicino ad Antonfrancesco Vivarelli Colonna, di cui fu testimonial della vittoria a Grosseto.

Quali poteri ha il presidente dell’assemblea dell’Ato.

«Il mio ruolo è più istituzionale che politico. L’assemblea, se funziona e lavora, è un organo che può e deve avere rilevanza, dato che le sono assegnate funzioni di controllo e garanzia nel contesto della gestione dei rifiuti di tre province e mezzo. Esempio: nella prossima assemblea discuteremo un documento da inviare a Raffaele Cantone (Anac) in cui si chiede il rinnovo del cda di Sei e il commissariamento con tre figure tecniche».

Ma l’assemblea dei 106 sindaci è compatta?

«Non è facile gestire l’assemblea. Ho fatto spesso fatica. Quando sono stato eletto la partecipazione era bassa, si passava la prima ora a chiamare al telefono i comuni per avere le deleghe e arrivare a 53, poi negli ultimi mesi la partecipazione è cresciuta. I colleghi sindaci, anche quelli dei comuni più piccoli, hanno compreso cosa possiamo fare insieme. Nel corso dell’ultima assemblea, quella dell’11 novembre, era presenti a Siena il 93% degli aventi titolo e abbiamo approvato all’unanimità le delibere chiave per evitare il commissariamento e continuare a esercitare un controllo effettivo e stringente sul gestore Sei».

Lei insiste spesso su questa parola: controllo.

«A me il potere che era in capo all’ex direttore Andrea Corti mi è sempre sembrato spropositato. E non lo dico oggi dopo quel che è successo. Il controllo della parte politica attraverso l’assemblea e il consiglio direttivo (presieduto dalla sindaca di Civitella Paganico Alessandra Biondi) è qualcosa che il legislatore deve tarare meglio. Il potere di controllo dei sindaci è minimo».

Ato unico. Cosa ne pensa? «Io spero di no. Non mi convince il programma del governatore Enrico Rossi e saremo sul pezzo discutendo e presentando proposte alternative».

A Grosseto è ci sarà un consiglio ad hoc per discuterne.

«Gli scenari che si aprirebbero con la realizzazione di un unico Ato regionale sono difficilmente prevedibili. Già ora la situazione è ingestibile, figuriamoci unificando i tre attuali Ato. Non vorrei, e qui prendo a prestito le parole di Vivarelli Colonna, che il futuro fosse peggiore del presente. A me, come al resto dei sindaci, credo debba interessare soprattutto la questione tariffaria».

A lei non piace il porta a porta, vero?

«Io mi batto per aumentare la percentuale della differenziata e abbassare le tariffe. Devono essere i tecnici, gli esperti a dirmi come coniugare queste due cose. Cassonetti? Porta a porta? Incenerimento? Riciclo? Valutiamo».

Sono state chieste le sue dimissioni e quelle di Biondi.

«Non ne ho compreso il motivo. Come ha già detto Alessandra sono state giornate complicate. Abbiamo dovuto fronteggiare una situazione imprevista, grave. Ci abbiamo messo la faccia. E mi hanno fatto piacere in consiglio regionale le parole di Marras, che ha riconosciuto questo impegno. Siamo in una fase di transizione delicata».

Che succede se Corti viene rinviato a giudizio e la gara annullata?

«Ci sono due strade: la prima è fare subito un nuovo bando, tenendo conto degli errori commessi e correggendo il tiro; la seconda è il “liberotutti”, cioè tornare in possesso di impianti, mezzi, attrezzature. Insomma una gestione territoriale come in passato».

La seconda è ciò che auspica il sindaco di Grosseto.

«Proprio così. Non è un’ipotesi da escludere, peraltro».

Lei prima parlava di errori commessi nella gara incriminata. A cosa si riferisce?

«Al fatto, per esempio, che c’era un solo concorrente. Come faccio con una sola offerta a rendermi conto se ho speso poco, troppo o il giusto?».

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