Sicurezza
Cava di Montioni, ok al recupero
Per il ripristino saranno usati i gessi rossi scarto di lavorazione della Tioxide
FOLLONICA. La discussione è conclusa e approvata. La conferenza dei servizi ha dato parere positivo per il via all’iter autorizzativo per il progetto di ripristino ambientale e morfologico dell’ex cava di Montioni attraverso l’uso dei gessi rossi Tioxide, ossia gli scarti di produzione per la lavorazione del biossido di titanio.
L’ok definitivo è arrivato ieri dal tavolo attorno a cui erano seduti tavolo dell’assessorato regionale all’Ambiente proprio la Regione Toscana, la Provincia di Grosseto, i Comuni di Follonica, Scarlino e Gavorrano, l’Arpat, la Tioxide e i sindacati. I quali ora potranno portare avanti il progetto che prevede la riqualificazione dell’ex cava, inserita nel parco di Montioni, attraverso l’uso dei gessi che permetteranno poi la nascita di nuova vegetazione.
La bozza di accordo è stata approvata nell’aprile 2015 a Firenze, nelle stanze della Regione, e prevede una serie di obblighi e di iniziative per portare avanti questo progetto di ripristino.
Riprendendo la spiegazione pubblicata allora, si legge che durante le operazioni di recupero «sarà messo in atto un adeguato sistema di monitoraggio dei siti recuperati mediante l’utilizzo del gesso rosso: per questo il progetto di recupero ambientale conterrà un programma di monitoraggio ambientale su base trimestrale effettuato dal gestore e verificato da Arpat».
Tanto riportano i documenti della Regione Toscana. «L’intesa – proseguono – una volta sottoscritta, avrà durata quinquennale, con una verifica intermedia da effettuarsi ogni anno. Il Comune di Follonica avrà compiti di coordinamento dei soggetti locali firmatari dell’accordo mentre spetterà alla Regione presiedere il collegio di vigilanza per la gestione dell’accordo: il collegio dovrà vigilare sul rispetto degli impegni assunti e accertare ritardi e inadempienze».
Ora che la conferenza dei servizi si è espressa, non resta che attendere lo svolgimento dell’iter autorizzativo, sempre a capo della Regione, per dare il via ai lavori di recupero, che andranno a ricreare il paesaggio naturale “tamponando” l’ex cava con i gessi.
Ma il progetto, nella sua interezza, prevede anche altri obblighi per la Huntsman Tioxide. Su tutti, la necessità di diminuire i gessi provenienti dal proprio ciclo produttivo, accompagnata dall’impegno di individuare soluzioni tecnologiche per migliorare le performance ambientali degli impianti dello stabilimento di Scarlino.
Inoltre, l’obbligo di porre in essere tutte le iniziative imprenditoriali possibili per garantire e aumentare gli attuali livelli occupazionali. Perché, come riportano ancora i documenti regionali, «in caso i di mancato rispetto da parte della Tioxide dei contenuti del programma e degli impegni assunti i firmatari potranno far riferimento alle clausole e risolvere l’accordo». (a.f.)
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