Il Tirreno

Grosseto

«Cambio di rotta» La Marina di Scarlino licenzia 3 dipendenti

di Alfredo Faetti
«Cambio di rotta» La Marina di Scarlino licenzia 3 dipendenti

La società alle prese con i progetti e le difficoltà del mercato «Necessario rivedere il nostro modello organizzativo»

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SCARLINO. Il mercato navale è quello che è, ma la società a capo del porto turistico del Puntone vuole continuare a puntare sul cantiere. Una scommessa, con la certezza (almeno del management) che possa diventare competitivo. Ma per perseguire questo obiettivo è necessario un cambiamento, serve apportare un nuovo sistema organizzativo del lavoro.

E in questo cambiamento, a farne le spese sono tre dipendenti, licenziati perché i loro ruoli specifici non rientrano più nei piani del Marina di Scarlino.

«Questa manovra, pur estremamente dolorosa, deve inserirsi in un percorso di rilancio che, mirando al raggiungimento dell’equilibrio economico del cantiere, consenta di garantire la continuità del lavoro per le altre maestranze, nel breve e medio termine» spiega in una nota la società, dando l’annuncio di questi esuberi.

Una nota che apre con una notizia positiva, per poi entrare nel vivo dei problemi che aleggiano sopra i moli scarlinesi.

«La stagione 2016 alla Marina di Scarlino viene archiviata con dei buoni risultati sia in termini di presenze turistiche che di fatturati - spiega la società - Dunque un trend stabile e per certi versi al rialzo riguardo le attività di hospitality e portuali: la dimostrazione tangibile che le scelte strategiche e organizzative compiute negli anni passati stanno dando dei buoni frutti».

Poi però arrivano i guai. «Purtroppo non è così per il comparto riguardante il cantiere», ossia quella parte in cui vengono viene portato avanti il lavoro sulle imbarcazioni. «Il nuovo management ha certamente rafforzato l’immagine e la credibilità tecnica dello stesso, che rimane un riferimento fondamentale nell’offerta multipla dei servizi della Marina di Scarlino, ma i risultati che si prefigurano per il 2016 e ancora per il 2017, dopo anni di conti economici in negativo, richiedono un nuovo piano di azione».

Occorre cambiare rotta e tra tutte quelle possibili il Marina di Scarlino ha preso la sua decisione. «Per far fronte alle condizioni generali del mercato della nautica, non certo esaltanti e della concorrenza sempre più agguerrita, i futuri investimenti dovranno gioco forza inserirsi in un nuovo modello organizzativo, fortemente qualificato nello studio dei progetti, ma al tempo stesso flessibile nell’esecuzione delle commesse. Solo un rinnovamento radicale riguardo la struttura dei costi, permetterà di imboccare la strada giusta per gli anni a venire».

Una strada che porta dei sacrifici. «Ciò premesso, la necessità di revisione del modello organizzativo per adeguarlo al contesto di mercato costringe la società a privarsi di tre posizioni lavorative, previste nell’attuale organigramma, le cui capacità, data la spiccata specificità dei ruoli stessi, risulta impossibile da saturare - spiega il management del Marina - Questa manovra, pur estremamente dolorosa, deve inserirsi in un percorso di rilancio che, mirando al raggiungimento dell’equilibrio economico del cantiere, consenta di garantire la continuità del lavoro per le altre maestranze, nel breve e medio termine». Il problema, insomma, sta nel fatto che la preparazione di questi tre lavoratori non è più necessaria agli scopi del porto. «È desiderio inalienabile della società - conclude la nota - che il cantiere possa diventare competitivo sul mercato così come si è riusciti a fare gradualmente per le altre attività presenti nella Marina di Scarlino, riguardo le quali, non sono infatti previsti interventi strutturali». La speranza ora è che questa rotta porti verso acque più tranquille, perché non ci siano altri esuberi in futuro.

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