Sicurezza
Balocchi tifa per la fusione «Dà i servizi oggi persi»
Il sindaco di Santa Fiora entra nel dibattito sul futuro assetto dei comuni «Senza le Province relazionarsi con Firenze è difficile per i municipi piccolissimi»
SANTA FIORA. Il sindaco di Santa Fiora Federico Balocchi, pioniere della fusione tra comuni, rilancia sulla bontà del progetto ma sottolinea: «Questa è solo la mia opinione. Non strappi né forzature. Non fretta. Se decideremo di aprire il dibattito, sentiremo cosa ne pensa la gente. Ma da sindaco sono favorevole. E le persone devono sapere come stanno le cose».
Il dibattito in realtà è già aperto, avviato dal consigliere santafiorese Riccardo Ciaffarafà, con la replica del sindaco di Castell’Azzara Fosco Fortunati. Le ragioni di questa posizione Balocchi le chiarisce con forza: «I comuni strutturati come Santa Fiora e tutti quelli amiatini non possono andare avanti con servizi che non rispondono ai bisogni dei cittadini. C’è carenza di personale, carenza di strutture. Santa Fiora non ha un funzionario amministrativo per firmare i documenti se si eccettua una ragioniera che viene saltuariamente dal Comune di Capalbio. Non abbiamo gli affari generali, la gestione del patrimonio. Castel del Piano e Castell’Azzara non hanno un funzionario per i lavori pubblici e la firma è del sindaco. Questa situazione ce la sobbarchiamo dal 2010. Siamo estremamente fragili e deboli. Dunque la fusione potrebbe risolvere l’efficientamento dei servizi e il potenziamento delle strutture amministrative».
Balocchi specifica anche che non regge l’obiezione di chi pensa che con le fusioni si perderebbero i presidi amministrativi. «La legge – dice – prevede la creazione di distaccamenti, con municipi e servizi di prossimità per i cittadini con la certezza di uno sportello. E comunque le cose non si fanno per forza. Saranno i cittadini a decidere».
Balocchi non fa mistero della difficoltà di relazionarsi con la Regione, ora che le Province non ci sono più. «Le difficoltà sono maggiori e saranno sempre maggiori se i comuni sono piccolissimi. L’idea di fusione è condivisa da tutti i partiti politici. Oggi siamo in grado e in tempo di sceglierci lo sposo, avere compensazioni economiche e turn over per i dipendenti. Domani la Regione ci obbligherà a fonderci senza risarcimenti». Per l’eventuale fusione con Castell’Azzara, Balocchi ricorda che fino al 1915 «eravamo insieme. Non vedo perché non potremmo esserlo di nuovo. Fortunati sta facendo incontri. Giusta la discussione e giusto informare la popolazione».
Balocchi, comunque, non esclude altri possibili partner: «So che stanno emergendo anche altre idee, tipo Semproniano e Roccalbegna, oltre Castell’Azzara».
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