Sicurezza
Tartaruga decapitata sulla spiaggia: recuperata da Tartamare
La tartaruga era senza testa, probabilmente mangiata da qualche animale oppure decapitata dall’elica di una barca e poi arrivata sulla spiaggia.
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Non è possibile stabilire da quanto tempo fosse sulla spiaggia, su quel tratto che d’estate è riservato ai cani. Qualcuno, alcuni giorni fa, stava facendo una passeggiata sulla spiaggia quando si è imbattuto nella carcassa del rettile. Una carcassa come ne sono state trovate tante nel corso del tempo ma che presentava una particolarità: la tartaruga era senza testa, probabilmente mangiata da qualche animale oppure decapitata dall’elica di una barca e poi arrivata sulla spiaggia.
L’allarme è stato dato subito alla capitaneria di porto di Castiglione della Pescaia e gli uomini della guardia costiera hanno avvertito l’associazione Tartamare che è intervenuta subito per misurare il rettile. «Non è possibile stabilire da quanto tempo la tartaruga fosse morta - spiega la responsabile scientifica dell’associazione Luana Papetti - probabilmente si tratta di una femmina, molto vicina allo stadio adulto». Quello che il personale di Tartamare ha potuto fare è stato, oltre ai rilievi biometrici effettuati dalla biologa marina Luana Papetti e dalla dottoressa Letizia Poggioni, è stato trasmettere le misurazioni all’Arpat che ha provveduto a inserire i dati del rettile e chiedere l’intervento dell’amministrazione comunale di Castiglione della Pescaia che ha provveduto allo smaltimento della carcassa della tartaruga.
La tartaruga era morta da tempo e non è stato quindi necessario recuperarla. Sarebbe stato un problema, fosse stato altrimenti: il gruppo scientifico che si occupava delle cure degli animali non è più all’acquario comunale che era ospitato nella troniera.
A giugno, quando la bomba d’acqua abbattuta sulla città ha provocato danni nella struttura, l’associazione Subacquea Grosseto ha chiuso l’acquario e la tartaruga che era nella vasca è stata spostata al centro di recupero di Talamone dove però i posti disponibili sono soltanto due.
I responsabili di Tartamare, se avessero trovato l’animale ancora in vita avrebbero dovuto avvertire la Regione per trovare un posto disposnibile ad accogliere la tartaruga. «Per tutta l’estate il centro è stato chiuso - spiegano i responsabili di Tartamare, che oltre al recupero delle tartarughe si occupano anche delle attività del centro didattico comunale sul mare - e sono stati tanti i turisti che ci hanno chiamati per visitare l’acquario».
Ora i responsabili di Tartamare sono in attesa di capire se potranno avere la disponibilità di un’altra struttura per poter riprendere ad ospitare le tartarughe. «Episodi come quello di Castiglione - dice ancora Papetti - accadono, ma spesso riusciamo anche a salvare le tartarughe e poi liberarle in mare».
Francesca Gori
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