Sicurezza
Sorpresa, va deserta l’asta per il castello di Montepò
Nessuna offerta per l’acquisto della tenuta da sogno, nuova battuta a febbraio. Ma c’è anche l’ipotesi che maniero e terreni tornino alla famiglia Biondi Santi
GROSSETO. Nulla di fatto. Il maniero dei sogni rimane alla custodia giudiziaria. È andata deserta l’asta con cui ieri al Tribunale di Grosseto si sarebbe potuto assegnare il castello di Montepò, lo splendido fortilizio che sorge a pochi chilometri da Scansano. Nessuna busta con l’indicazione di un’offerta – la base d’asta era di poco più di 17 milioni di euro – dunque, nessun potenziale acquirente. La prossima battuta è fissata per il 1° febbraio e sarà ancora una vendita senza incanto (cioè non si procede ad una gara in prima battuta tra gli offerenti, bensì si esaminano subito le offerte che devono pervenire in busta chiusa alla cancelleria del Tribunale).
Il castello. Prima residenza privata della famiglia dello scrittore e drammaturgo brittanico Graham Greene, poi acquistato da Jacopo Biondi Santi, rappresentante dell’ultima generazione della famiglia che ha blasonato il Brunello di Montalcino, il castello di Montepò oggi rappresenta un titolo di pagamento per chi vanta un credito nei confronti dei Biondi Santi: la magione rappresenta questo per il Monte dei Paschi di Siena. La vicenda è complicata: noto è che i grandi produttori di vini nel 2014 patirono gli effetti di un clima avverso «che fece saltare l’annata del Brunello Biondi Santi – scrive il Sole 24 il 9 aprile 2016 – e il bilancio del gruppo ne risentì immediatamente». Parliamo della prestigiosa società agricola Il Greppo di Montalcino, a cui tramite Jacopo Biondi Santi (uno degli eredi di Franco Biondi Santi, scomparso nel 2013 a 91 anni) è riconducibile anche il castello di Montepò, fortezza medievale circondata da qualche centinaio di ettari a grande vocazione vitivinicola, impiegati sapientemente negli anni proprio da Jacopo Biondi Santi.
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All’asta. Per poco più di 17 milioni di euro – ma era consentito un ribasso di un quarto del prezzo base – ieri all’asta (deserta) è andato un compendio immobiliare costituito da vari fabbricati aziendali, il castello – in ottime condizioni grazie anche al restauro messo a punto da Greene (poi diventato direttore del British Museum di Londra) che lo riportò all’antico splendore – e terreni a diversa destinazione. Ed ora?
Prossima battuta. «È tutto rinviato al 1° febbraio per una nuova vendita senza incanto» conferma Maria Antonietta Rossi, custode giudiziario e delegata alla vendita. In teoria, il debitore (Biondi Santi) potrebbe chiudere il proprio debito con il creditore (Mps) e tornare in possesso del castello dei sogni. Rumors parlavano di un interesse da parte di colossi del lusso – l’italiana Prada e la parigina Lvmh che tra le sue maison ha il Moët & Chandon – addirittura per il Greppo, e c’è chi dice, conseguentemente, anche per la tenuta scansanene. Non resta che attendere. Non si sa, per ora, se la prossima battuta d’asta si aprirà con un ribasso del prezzo di base.
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