La manifestazione
Nessun profugo nella “chic” Capalbio
Annullato il bando di accoglienza per i richiedenti asilo
GROSSETO. Alla fine la gara relativa all’accoglienza dei richiedenti asilo per l’anno 2016 a Grosseto è stata annullata. I cinquanta ragazzi africani, inizialmente destinati a Capalbio, si trovano altrove e difficilmente, in futuro, soggiorneranno, nel supercondominio denominato “Il Leccio”.
Si ripartirà presto con una nuova procedura selettiva finalizzata a tarare meglio il sistema di accoglienza dei richiedenti asilo, in conformità a nuove direttive che il Ministero dell'Interno sta varando. Ha così deciso, nei giorni scorsi, il nuovo prefetto Cinzia Teresa Torraco, avvalendosi della facoltà di non procedere all’affidamento del servizio, come previsto nelle “disposizioni finali” del bando di gara.
Sì, il famoso bando 2016 è abortito. Dopo quasi un anno la procedura – avviata nel dicembre del 2015 per individuare i vincitori e affidare loro con decorrenza 1° marzo il servizio di accoglienza – viene interrotta da un’articolata determina. Una vicenda delicata. Un caso più unico che raro, almeno in Toscana, se è vero che le Prefetture di Firenze, Pisa, Livorno, Lucca, Massa, Siena, Pistoia, Arezzo, Prato avevano a suo tempo pubblicato avvisi identici, molti addirittura con scadenza successiva a quello di Grosseto, riuscendo ovunque a chiudere le gare nei primi mesi dell’anno con l’affidamento dei servizi e l'assegnazione dei rifugiati. Qui no. In Maremma si è fermato tutto quasi subito, tra ritardi e ricorsi.
La Prefettura di Grosseto spiega che la procedura di gara ha richiesto un tempo più lungo di quello inizialmente previsto a causa della necessità di effettuare sopralluoghi di verifica nelle numerose nuove strutture proposte. Ma a Firenze e in altre realtà della Toscana, che hanno avuto molti più partecipanti, i tempi sono stati rapidi. Nelle motivazioni che introducono la determina firmata dal prefetto Torraco si fa menzione anche all’esclusione dell'associazione Partecipazione e Sviluppo di Bagni di Lucca, «per insanabile carenza documentale».
Il paradosso è che proprio a quest’ultima sono rimasti affidati un numero significativo di immigrati (oltre 160). Una proroga tacita da centinaia di migliaia di euro. L’affidamento avuto dall’associazione lucchese Partecipazione e Sviluppo – con la procedura di gara per l'anno 2015 – prevedeva infatti, all'articolo 8, la conclusione del rapporto al 31 dicembre 2015, con la possibilità di proroga espressa da parte della stazione appaltante, per un periodo non superiore a quello del contratto originariamente stipulato. La convenzione poteva quindi essere oggetto di proroga al massimo fino al 30 giugno 2016 e non oltre, come invece poi è accaduto, essendo stata stoppata la gara 2016 e manifestandosi l’esigenza di continuare ad assicurare i servizi ai richiedenti asilo.
Tra le ragioni dei ritardi, e poi dell’annullamento, anche gli intralci legali sopraggiunti dopo la pubblicazione della graduatoria provvisoria. Il tutto legato alla destinazione Capalbio. Per tutte queste ragioni la graduatoria non è mai diventata definitiva. Nel frattempo (a metà ottobre) è pervenuta una direttiva a firma del ministro che, «alla luce dell’esigenza di ricalibrare il previgente sistema di accoglienza dei richiedenti asilo con l’adozione di criteri finalizzati ad evitare una eccessiva concentrazione di migranti in accoglienza su uno stesso territorio e a favorire, al contrario, una loro dislocazione su territori diversi», preannuncia l’imminente divulgazione di un piano operativo condiviso con l’Anci (che al momento non esiste). Si presume che in futuro verrà promossa una distribuzione di migranti più equilibrata e sostenibile tra le diverse realtà locali, grazie alla definizione di un numero di presenze rapportato alla popolazione residente.
In conclusione, se l’affidamento (con scadenza il prossimo 31 dicembre) non fosse andato a monte per le ragioni sopraelencate, ora ci sarebbero molti più posti disponibili, i profughi avrebbero trascorso qualche mese a Capalbio, l’associazione lucchese sarebbe uscita di scena e altri avrebbero preso in carico i rifugiati.
Ultimo paradosso: dopo aver stabilito di rimettere tutto in discussione con la futura procedura selettiva (da settare secondo le nuove direttive), nei giorni scorsi la Prefettura di Grosseto ha pubblicato l’ennesima manifestazione di interesse (pratica per l’affidamento di urgenza) per ampliare dal 1º dicembre il sistema di accoglienza temporanea sul territorio e far fronte ai trasferimenti di cittadini stranieri continuamente disposti dal Ministero dell’Interno.
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