Sicurezza
Mabro, 273.000 euro di tasse non pagate
L’amministrazione chiede l’ammissione al passivo di Royal Tuscany: mancano i pagamenti delle imposte sul capannone
GROSSETO. Alla lista dei debiti di Royal Tuscany Fashion Group, la società proprietaria del capannone di via Genova dove aveva sede la Mabro e che è stata dichiarata fallita si aggiungono anche quelli fatti nei confronti del Comune di Grosseto. Che ora chiede l’ammissione al passivo del fallimento per una cifra pari a 273.968, 28 euro per l’Imu e l’Ici che l’ente non ha riscosso dal 2010 al 2015. Imposte che dovevano essere versate dalla società guidata da Antonio Dipietrantonio e che invece il Comune ancora non ha riscosso.
La giunta quindi, ha dato mandato all’avvocato dell’Ente, di chiedere l’ammissione al fallimento della società per recuperare quella cifra che ancora non è stata versata nelle casse del Comune. Il debito fiscale per l’Ici riguarda infatti gli anni 2010 e 2011 e ammonta a 19.823 euro per il primo anno e 19.416,50 per il secondo. Cifre alle quali sono state poi applicate le sanzioni, per un totale di 40.212 euro.
Stesso discorso per l’Imu, che non è stato versato dal 2012 al 2015 compreso. La società avrebbe dovuto pagare 42.658,44 euro il primo anno, 44.943,16 il secondo anno, 63.348, 34 euro nel 2014 e infine 62.983,34 euro nel 2015.
Ma non ci sono soltanto i debiti sulla proprietà del capannone tra le cifre non pagate al Comune. Nel conto che l’amministrazione ha deciso di presentare alla società ci sono anche 1.144, 90 euro per una multa al codice della strada non pagata.
L’amministrazione guidata da Antonfrancesco Vivarelli ha quindi deciso, dopo che il giudice Vincenzo Pedone ha depositato la sentenza di fallimento della società, di chiedere l’ammissione allo stato passivo, insieme a tutti gli altri creditori della società proprietaria dell’immobile di via Genova. Immobile che il curatore fallimentare Enrico Domenichelli e il liquidatore Marco Milanesio avevano deciso di vendere per pagare i debiti con i creditori, prima che la società appunto fallisse. La scorsa settimana è stato invece stato trovato l’accordo per l’affitto dell’immobile da parte della società che potrebbe rilevare Abbigliamento Grosseto, la società che tuttora è in Prodi bis. Disponibilità all’affitto che è stata proprio resa possibile dal fallimento della società guida da Dipietrantonio.
I canoni quindi, potranno poi essere utilizzati per pagare i debiti contratti con i creditori. Ora spetta al giudice decidere se ammettere anche la richiesta presentata dall’amministrazione comunale per il recupero delle cifre dovute per l’Ici e l’Imu.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
