Il dolore
In estate la clamorosa “rivolta dei vip”
È il 18 gennaio 2016 quando si chiudono i termini per la presentazione delle domande da parte delle società interessate ad assicurarsi i servizi di accoglienza in favore dei cittadini stranieri...
È il 18 gennaio 2016 quando si chiudono i termini per la presentazione delle domande da parte delle società interessate ad assicurarsi i servizi di accoglienza in favore dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale destinati alla provincia di Grosseto. Dodici risultano i concorrenti, poi ridotti a nove: Arci Grosseto (48 posti offerti), Agape (18), la cooperativa onlus “Solidarietà è Crescita” de L’Altra Città (87), Auxilium Vitae con strutture a Castel del Piano, Castiglione e Grosseto (86), la cooperativa Uscita di Sicurezza di Luca Terrosi (59), la rti Tre Fontane Senis Hospes di Roma (50), l’associazione Homo Diogene di Gavorrano (24), la cooperativa sociale Ildebrando di Pitigliano (16) e Cuore Liburnia-Arcobaleno (99). Solo dopo cinque mesi la Commissione procede all’apertura delle buste formalizzando l’esclusione, a sorpresa, dell’offerta economica dell’associazione lucchese Partecipazione e Sviluppo. Non un concorrente qualsiasi, ma quello che in Maremma detiene da sempre la fetta più grossa di rifugiati. Ma è nel corso dell’estate che la gara diventa un caso nazionale. Il 18 luglio sul sito della Prefettura (nella foto Cinzia Torraco) compare la graduatoria: primo l’Arci, secondo i romani che intendono portare gli immigrati a Capalbio, terzo Agape, quarta posizione per la rti Cuore Liburnia-Arcobaleno e ultimo posto per “Solidarietà è Crescita”. Si apre un’altra partita, quella, appunto, sulla destinazione Capalbio, con la cosiddetta rivolta dei vip. Tra la fine dell’estate e l’autunno si susseguono richieste di atti, ordinanze, pareri dell’avvocatura dello Stato, pronunciamenti del Tar, fino al definitivo annullamento della gara. (g.b.)
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