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«Il profilo di Tacconi non era noto»

«Il profilo di Tacconi non era noto»

La sindaca replica al collega di Suvereto Parodi che ne ha chiesto le dimissioni

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CIVITELLA PAGANICO. «Inaccettabili le accuse del sindaco di Suvereto». Alessandra Biondi risponde così a Giuliano Parodi che nei giorni scorsi ha chiesto le sue dimissioni dalla carica di presidente del Consiglio direttivo dell’Ato, insieme a quelle di Alessandro Ghinelli, presidente dell’Ato. «Ho atteso prima di rispondere perché sono state giornate complicate, abbiamo dovuto fronteggiare una situazione imprevista, delicata, grave», dice Biondi.

L’accusa di Parodi è che Biondi e Ghinelli abbiano taciuto della vicinanza tra Andrea Corti ed Enzo Tacconi, eletto dall’assemblea dei sindaci dopo che Corti è finito ai domiciliari. «Non voglio alimentare polemiche – dice Biondi –. Penso che il consiglio direttivo e l’assemblea abbiano dimostrato grande responsabilità nel trovare dopo neanche 24 ore una risposta per garantire all’Ato continuità e funzionalità. La proposta di nomina di Tacconi è stata fatta rispettando il regolamento che prevede, in caso di gravi impedimenti del dg, di assegnare a un dipendente il ruolo di facente funzione. E Tacconi non era indagato». Quanto all’accusa di aver taciuto informazioni, «non è assolutamente vero – dice Biondi –. Abbiamo comunicato che Tacconi non era coinvolto nelle misure restrittive e come lui nessun componente della struttura tecnica, eccetto Corti. Quale altra informazione dovevamo fornire? Il profilo tracciato dal gip nell’ordinanza letta sui giornali non era noto a nessuno. Accusare noi, che stavamo e stiamo governando questo momento così difficile, non è giusto. Faccio notare poi che il testo dell’ordinanza ancora oggi non è nelle disponibilità dell’ente...».(g.b.)

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