Il dolore
Tirrenica, ecco i nuovi dettagli
Abitazioni e strade eliminate, appello a elaborare osservazioni
ORBETELLO. «Questo tracciato è uno schiaffo a un territorio che invece avrebbe bisogno di una carezza». Così Andrea Tellini, geometra orbetellano, ha definito il tracciato del lotto 5b, Fonteblanda - Ansedonia, dell’autostrada Tirrenica in progetto nel sud della Maremma.
Tellini ha illustrato il progetto durante una riunione organizzata dall’associazione Colli e Laguna alla Fattoria La Parrina. Durante l’incontro sono stati resi noti alcuni elementi ulteriori del progetto dopo che il Comune di Orbetello ha pubblicato sul proprio sito altre carte che prima non erano state rese pubbliche. «Dimostrazione – ha detto l’avvocato dell’associazione, Michele Greco, – che questi incontri non sono inutili come alcuni sostengono dato che carte più dettagliate sono uscite dopo il nostro incontro di sabato scorso ad Albinia. Rimane da vedere se ce ne sono altre non ancora pubblicate. Nel caso faremo un accesso agli atti».
Tanti gli aspetti critici del tracciato, resi ancora più evidenti dai nuovi documenti pubblicati. Dalle abitazioni di Orbetello Scalo, che si trovano fra le due corsie attuali dell’Aurelia e che verranno rase al suolo, ai cantieri che occuperebbero ettari di terreno allo Scalo e a Fonteblanda, al viadotto di Albinia che come ha fatto notare Alfredo Velasco in un suo intervento «per la sua altezza cambierà anche il colpo d’occhio che siamo abituati ad avere del territorio», dalla cassa di espansione di Campo Regio che sembrerebbe non essere più in grado di salvare Albinia proprio per la presenza dell’autostrada, fino ad arrivare alla zona del Guinzone che verrebbe stravolta dalla presenza del tracciato ma anche dalla nuova viabilità che farebbe scomparire parte dell’attuale strada vicinale del Guinzone e la strada Del Ramo. Poi, rumore, inquinamento e un sottosuolo ricco di reperti archeologici già catalogati messo a rischio.
Uno scenario apocalittico a cui secondo Greco si può ancora porre rimedio. «I giochi – dice – non sono fatti». Perché se è pur vero che tecnicamente ci troviamo davanti a un progetto definitivo, «definitivo» non vuol dire che il destino di questa porzione di Maremma sia già compiuto, anzi. Dobbiamo presentare le osservazioni e iniziare a prepararle già adesso. Quando sui giornali comparirà l’annuncio d’inizio del procedimento di valutazione di impatto ambientale avremo solo 60 giorni».
I portatori di interessi diffusi come le associazioni, i cittadini interessati dagli espropri, i titolari di interessi qualificati dovranno quindi darsi da fare subito. «Certo – continua Greco – le osservazioni ora andranno solo preparate e dettagliate ma non inviate». Fra i presenti c’è chi ha sollecitato un dialogo con il Comune, assente sebbene invitato.
«L’amministrazione può fare osservazioni – chiarisce l'avvocato – per mettere in evidenza gli aspetti critici». Greco ha ricordato che le osservazione di Comune e Provincia, nel 2011, sono state importanti.
Un dubbio rimane: perché Sat abbia depositato volontariamente i progetti, cosa che non era tenuta a fare. «Forse – dice Greco – per sondare il terreno e vedere come reagivano le amministrazioni interessate».
Gli scenari sono ancora tutti aperti perché il procedimento di Via può concludersi in tre modi: può definire il progetto compatibile con l’ambiente; compatibile ma con prescrizioni; incompatibile e dare un giudizio di Via negativo.
Nicola Caracciolo, di Italia Nostra, ha sottolineato che «il problema della Tirrenica non interessa solo la Maremma ma l’intera nazione. L’Italia è in crisi per lo spreco di denaro pubblico. Questo ne sarebbe un esempio». C’è anche chi ha proposto di lanciare una petizione on line, di sviluppare una viabilità dolce, con ciclabili e non autostrade. Colli e Laguna ha dato mandato ad alcuni tecnici di visionare il progetto. (i.a.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
