Il Tirreno

Grosseto

Calici in alto alle Clarisse Ecco Maremmachevini

di Giovanna Mezzana
Calici in alto alle Clarisse Ecco Maremmachevini

Taglio del nastro con il bòtto per la rassegna dedicata alle etichette nostrane Brindisi con lo spumante per lanciare sui mercati le produzioni più innovative

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GROSSETO. A “Maremmachevini” si taglia il nastro bevendo spumante. Diciamocela tutta, non se l’aspettava nessuno perché le etichette spumeggianti non rappresentano propriamente l’orgoglio vitivinicolo maremmano (e toscano). Si rompe con la tradizione? Piuttosto si guarda al futuro: la Maremma dei vini è storia e blasoni ma anche coraggio di innovare.

Ed è così che la prima edizione della rassegna-viaggio alla scoperta della Doc Maremma Toscana è bagnata dalla pioggia di un tardo pomeriggio domenicale ma soprattutto da due spumanti autoctoni.

Sono le 17 di ieri e il primo piano dell’ex convento delle Clarisse è stracolmo: siamo ad uno degli eventi mondani per eccellenza della Grosseto in versione invernale. Entri, e il primo profumo non è di uva. È ugualmente assai gradevole. Che ben di Dio i salumi maremmani di Silvano Mori e i formaggi del caseificio Il Fiorino. Ma ecco ci siamo, si stappa.

Arrivano le bottiglie e i calici si riempiono. Si beve spumante: il Plinio Cuvee dell’azienda vitivinicola dei fratelli Marco e Moreno Bruni e il Vermentino Maremma Toscana Doc della Cantina cooperativa Vignaioli del Morellino di Scansano. «Oggi festeggiamo con lo spumante – dice Edoardo Donato, presidente del Consorzio Tutela Vini Maremma Toscana, ideatore e organizzatore della rassegna – rompendo un po’ con la tradizione regionale. È un augurio dedicato a queste due nostre aziende che hanno cominciato una produzione tradizionalmente non toscana».

Storia, paesaggi di una bellezza straordinaria e innovazione: è questa la Maremma vitivinicola che il Consorzio – quattro milioni e mezzo di bottiglie prodotte nel 2015 e nel 2016 saranno sei milioni – vuole rappresentare. Una Maremma vitivinicola unita: ieri (e oggi) in mostra ci sono trentaquattro marchi locali. Dai suoli vulcanici a est del fiume Fiora – il pensiero va a Pitigliano e Sorano – a quelli argillosi dell’Alta Maremma, alla bassa collina e alla piana alluvionale. Ciliegiolo, Alicante, Sangiovese, Vermentino, Trebbiano.. la varietà dei vitigni autoctoni è straordinaria. Insomma, professionisti e wine lover ieri hanno avuto il loro da fare lungo le tappe del tour di degustazione. Oggi l’avventura continua. Buona Maremma Toscana Doc.

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