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«Rischiamo di sparire»

«Rischiamo di sparire»

Il Comitato contro l’inceneritore voterà no al referendum

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SCARLINO. Il comitato per il No all'inceneritore di Scarlino scende in campo nel dibattito della riforma costituzionale che culminerà con il referendum del 4 dicembre, schierandosi con il No. Una presa di posizione legata a filo stretto con le modifiche alla Costituzione che il governo vorrebbe apportare, dato che si riferisce al futuro dei comitati stessi. Il nuovo articolo 31, infatti, prevede la cosiddetta clausola di supremazia: «su proposta del governo, la legge dello Stato può intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell'unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell'interesse nazionale»; una modifica che riguarderà anche le «disposizioni comuni sulla tutela della salute, sicurezza alimentare, la produzione, il trasporto e la distribuzione nazionali dell'energia, le grandi infrastrutture e reti di trasporto e di navigazione di interesse nazionale».

Tanto riferisce il comitato No all'inceneritore, andando poi a tradurre in parole semplici: «in pratica, con l'approvazione della riforma, movimenti, comitati e associazioni locali che stanno combattendo per la tutela della salute e dell'ambiente non avranno più nessun modo di opporsi all'autorità centrale; lo Stato sarà completamente libero di operare in nome di presunti stati di urgenza e di crisi auto-dichiarati, indipendentemente dal volere delle autorità locali e da quello dei cittadini». Una lotta in cui si riconosce anche il comitato locale. «Dal 1995 il Comitato si batte per la difesa della salute, dell'ambiente e dell'economia degli abitanti del golfo, una battaglia che ha portato alla vittoria di numerose azioni legali e alla scoperta di diverse anomalie legate all'impianto installato nella nostra area» spiega l'assemblea in una nota diffusa a seguito dell'ultima riunione, in cui non vengono nascoste le proprie preoccupazioni. «Riteniamo che i cittadini e le amministrazioni locali, abbiano il diritto di essere coinvolti nel processo decisionale riguardante lo sviluppo del proprio territorio, la salute pubblica e la salvaguardia dell'ambiente che li circonda» conclude la nota.

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