Sicurezza
Il parroco viene trasferito I fedeli restano sotto choc
Cinigiano, decisione improvvisa della congregazione dei Dottrinali per don Renzo Ieri ha dovuto lasciare il paese per Roma. Comunità pronta a raccogliere le firme
CINIGIANO. Cinigiano saluta il suo parroco, don Lorenzo Rosset, che improvvisamente è stato trasferito a Roma, senza preavviso, dal capo generale della sua congregazione, lasciando scoperte le cinque realtà dove svolgeva la sua attività.
Grande subbuglio fra i fedeli e anche un colpo al cuore per lo stesso don Renzo che fino allo scorso giovedì era completamente all’oscuro della chiamata. Ha fatto le valige ed è partito per Roma ieri mattina.
Don Renzo, che appartiene alla congregazione dei Dottrinari, 70 anni appena compiuti e festeggiati con un rinfresco a sorpresa dai fedeli, era arrivato a Cinigiano nel 2015 da Grosseto, dove aveva guidato per 15 anni la parrocchia del Santissimo Crocifisso, e in quel di Cinigiano amministrava le chiese del capoluogo, di Monticello Amiata, dei Piani Rossi, di Castiglioncello Bandini e di Montenero d’Orcia.
Un padre che si era fatto subito benvolere da tanti, dato il carattere allegro e cordiale e una maniera di approcciarsi ai suoi parrocchiani senza tanti peli sulla lingua. Per cui, di questa partenza così repentina tutti sono rimasti sbalorditi e addirittura, si vocifera, che sia stato qualche sparuto manipolo di “avversari” a spingere per il suo richiamo a Roma. Ma a Cinigiano la maggioranza gli voleva bene.
«Mercoledì scorso – racconta Massimiliano Terni, presidente dell’associazione Amici del santuario di Monticello Amiata – eravamo insieme per mettere a punto la bella mostra di presepi che volevamo replicare come l’anno passato. Don Enzo non sapeva assolutamente nulla di questa decisione dei suoi superiori, tanto che abbiamo fatto progetti e preso accordi. Poi il fulmine a ciel sereno. Io ho chiamato subito il vicario, ma la chiamata per don Enzo non dipende dal vescovo bensì direttamente dal suo ordine. I motivi di una decisione così repentina nessuno li sa».
Adesso i cinque gruppi di fedeli che don Renzo assisteva, saranno seguiti in parte da don Pierluigi, parroco di Arcidosso, e un po’ da don Adrian, che si divide fra vari paesi amiatini per supportare il lavoro dei parroci.
«Come faremo non si sa – aggiunge Terni –perché il lavoro per il nostro parroco era consistente e non so se sarà sufficiente il contributo dei due sacerdoti che ci hanno detto verranno in quel di Cinigiano».
Intanto, mentre ancora don Renzo era con la valigia in mano, sia a Cinigiano che a Monticello Amiata si è lanciata l’idea di una raccolta di firme per convincere i vertici romani dei Dottrinari a restituirlo a Cinigiano. E se non sarà possibile, le firme attesteranno, per lo meno, l’affetto e la stima che tutti avevano per lui.
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