Il Tirreno

Grosseto

Sos da Istia, tra abbandono e degrado

di Francesca Ferri
Sos da Istia, tra abbandono e degrado

Cartelli abbattuti e mai sostituiti, giardini vandalizzati, lavori al palo e niente bus: la lista del “così non va” per il Comune

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ISTIA D’OMBRONE. L’ingresso del paese dice tutto: non c’è un cartello che segnali il nome del borgo affacciato sul fiume. Istia d’Ombrone è un paese fantasma per lo stato di abbandono e trascuratezza in cui versa e nonostante i progetti di riqualificazione avviati nel tempo. Nei giorni scorsi l'assessore alla sicurezza Fausto Turbanti, insieme a due tecnici comunali, ha visitato la frazione. È stata l’occasione per raccogliere una serie di segnalazioni da parte dell’ex consigliere di circoscrizione Anis Hassan, che non ha mai smesso, negli anni, di fare da pungolo alle amministrazioni per reclamare servizi, pulizia, infrastrutture, e che ha elencato una serie di cose che non vanno, dagli arredi urbani ai servizi.

«La prima cosa che si nota arrivando a Istia da Grosseto in via del Peruzzo è la mancanza dei segnali stradali che indicano da un lato il paese e dall’altro la direzione per Scansano», dice Hassan. «Tempo fa ci fu un incidente, vennero buttati giù e non sono mai più stati rimessi».

Sempre rimanendo in tema, è sparito da un po’ anche il segnale del parcheggio vicino alla scuola, davanti alla quale – e questo è il terzo problema della lista – sembra impossibile riuscire a gestire il traffico delle auto con a bordo i genitori degli alunni, che nelle ore di punta si accalcano davanti al cancello.

«Per regolare il traffico all’uscita della scuola servirebbe un vigile di quartiere che però non è mai arrivato – dice Hassan – ed è un peccato, perché lo stesso vigile potrebbe anche tenere sott’occhio i vandali. Averlo avuto avrebbe forse impedito che i giardini pubblici con i giochi per i bambini, realizzati in primavera, venissero distrutti in pochi mesi. Purtroppo, infatti, ci vanno i ragazzi più grandi che salgono sui giochi e li spaccano».

Un “passatempo” che, lungi da giustificazioni, forse è dovuto anche alla mancanza di spazi per i ragazzi nella fascia d’età 14-16 anni.

«Eppure gli spazi ci sarebbero – spiega Hassan – ma dovrebbero essere sistemati. Uno dei due campi da tennis, ormai in disuso, è usato come rimessa del cantiere per i lavori del centro storico, dei quali sono stati realizzati due stralci su tre. Ebbene, quello spazio potrebbe essere risistemato, ripulito, e convertito in campo da calcetto per questi ragazzi».

Per tutto il paese, come accennato, mancano ancora da finire i lavori in centro storico. «Piazza Castello e due vie sono ancora da fare – dice Hassan – vanno rifatti i sottoservizi e messa una nuova pavimentazione». Il progetto, elaborato e in parte realizzato dalla passata amministrazione, è già pronto e va solo realizzato. «Lo stesso Turbanti ha assicurato che i lavori verranno iniziati ma non si sa quando».

Più facile, e veloce, sarebbe invece sistemare una cabina dell’Enel che da dieci anni è tenuta insieme con il nastro adesivo dopo aver preso una botta da una macchina, all’entrata di Istia. «Un lavoro da poco ma che da dieci anni nessuno si è preso la briga di fare», dice Hassan.

Più complicato è risolvere il problema del centro di canottaggio, in disuso da anni, e che torna puntualmente alla ribalta durante le campagne elettorali, per poi rieclissarsi alla prova dei fatti.

Dalla canoa al pullman, le cose non vanno meglio. «Tutti gli autobus che passano da Istia sono extraurbani, arrivano da Cana, Baccinello o Scansano – spiega Hassan –. Una persona che da Istia voglia raggiungere l’ospedale di Grosseto deve prima andare alla stazione con l'autobus extraurbano e poi cambiare e prendere quello urbano». Un servizio non servizio. «Per questo da Istia chiediamo alla Tiemme di poter inserire Istia tra le corse urbane via Roselle – conclude Hassan – cosa che renderebbe la frazione meno isolata».

Le proposte e le segnalazioni sono state consegnate all’assessore Turbanti, titolare anche della polizia municipale. Ora la parola spetta all’amministrazione comunale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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