Attenzione
Sala Eden, gli artigiani scrivono al sindaco
Una decina di imprese grossetane all’attacco: «Dobbiamo ancora riscuotere crediti per 600.000 euro»
Le parole di Claudio Barbieri, titolare della Capital Communication che due anni fa si è aggiudicato il bando della Sala Eden, non sono cadute nel vuoto. Anzi, hanno sollevato un polverone tra gli artigiani che hanno riportato con il loro lavoro il locale all’antico prestigio tutto maremmano. Imprese che hanno lavorato: costruttori, idraulici, impiantisti, elettricisti, fabbri. Che hanno rimesso fatture per centinaia di migliaia di euro e che ancora oggi aspettano di essere pagati. Per questo, una decina di loro, ha deciso di scrivere una lettera aperta al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna per chiarire la situazione. «L’immobile è di proprietà del Comune - dicono - e noi abbiamo fatto tutti i lavori che erano necessari per far riaprire la Sala Eden. Ci sentiamo offesi dalle parole dell’assegnatario perché non corrispondono al vero. Abbiamo presentato e ottenuto definitive ingiunzioni di pagamento in tribunale e ci sono già udienze fissate davanti al giudice fallimentare». A far andare su tutte le furie gli artigiani che hanno lavorato per rimettere a nuovo la Sala Eden erano state, all’inizio del mese, le parole di Nikolin Lekndreaj, l’imprenditore che aveva preso in gestione il locale dalla Capital Communication di Barbieri. «Sono disposto a pagare io i debiti con i fornitori, pur di continuare - aveva detto - e prometto ai grossetani di restituire l’affresco di Amerighi». C’era quello, in ballo, all’inizio del mese. Ma i soldi nelle tasche degli artigiani grossetani che hanno lavorato per ristrutturare l’immobile ancora non sono arrivati. «La società era già inadempiente - dicono - perché nel bando era scritto che avrebbero dovuto installare il sistema di videosorveglianza e che avrebbero dovuto tenere aperto il bar anche nei mesi estivi. Bastava andare sulle Mura per vedere che tutto questo non è stato fatto». Il contratto quindi, non sarebbe stato rispettato, come non sarebbero stati rispettati gli accordi con gli artigiani che ora hanno un credito di oltre 600.000 euro. «La Capital communication srl - aggiungono - ha anche cambiato nome in Grosseto Disco srl che ha presentato domanda di concordato preventivo e che ha chiuso l’ultimo bilancio con una perdita di oltre un milione di euro. La Sala Eden ora è utilizzabile soltanto grazie ai lavori che noi abbiamo fatto e che non sono stati pagati. E per le aziende artigiane che hanno lavorato, questi soldi sono necessari per andare avanti». (f.g.)
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