Il dolore
Dibattito bipartisan a Capalbio Scontro Bellumori-Simiani
CAPALBIO. Luigi Bellumori colpisce ancora. Il sindaco di Capalbio, sempre poco allineato alle scelte del suo Pd (locale, provinciale, regionale o nazionale non fa differenza), questa volta innesca la...
CAPALBIO. Luigi Bellumori colpisce ancora. Il sindaco di Capalbio, sempre poco allineato alle scelte del suo Pd (locale, provinciale, regionale o nazionale non fa differenza), questa volta innesca la miccia nel campo più minato dell’attualità politica: il referendum costituzionale.
Come è noto il 4 dicembre Matteo Renzi (premier e segretario nazionale del Pd) si gioca la partita della vita, ma nel suo partito sul tema la lacerazione è profonda. Uno scontro intestino che dal livello nazionale si riverbera sui territori. A cominciare proprio da Capalbio – paese simbolo per la sinistra italiana – dove «la pluralità del confronto diventa il caso politico».
Così almeno scrive in una nota inviata alla stampa lo stesso Bellumori, criticando apertamente un intervento via Facebook del segretario provinciale Marco Simiani, con il quale peraltro i rapporti del sindaco non sono rosei da tempo. Ma cosa è successo?
«L’Unione comunale del Pd capalbiese – scrive Bellumori – ha pensato di organizzare per mercoledi 23 novembre un momento di riflessione e partecipazione di iscritti e simpatizzanti sul tema del Referendum costituzionale. “La Riforma come opportunità da cogliere per i sostenitori del Sì”, rappresentati nell’occasione da Lorenzo Mascagni, capogruppo pd in consiglio comunale a Grosseto, oppure “Un’occasione mancata per i sostenitori del No”, rappresentati nel dibattito da Roberta Agostini, deputato pd. A irritare il segretario provinciale Simiani – l’uso del simbolo del Pd nella locandina».
In effetti Simiani su Facebook ha scritto al segretario del Pd capalbiese Marco Donati che simbolo del Pd sulla locandina non va bene perché «il Pd ha una sola posizione. Il simbolo non può essere utilizzato».
Morale? Donati rimuove il simbolo e Bellumori chiosa: «Via il simbolo del Pd ma il dibattito resta e il caso diventa nazionale».
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