Sicurezza
«Capannone disponibile dopo il fallimento»
Il curatore e il liquidatore di Royal Tuscany mettono i “puntini sulle i” dopo l’accordo sull’affitto
GROSSETO. Due giorni fa, in tribunale, al tavolo con il presidente e il giudice Vincenzo Pedone, c’erano non solo il commissario di Abbigliamento Grosseto e gli imprenditori cinesi, ma anche il curatore e il liquidatore di Royal Tuscany, Enrico Domenichelli e Marco Milanesio. In ballo infatti c’era l’accordo sull’opportunità di utilizzare il capannone di via Genova. «L’accordo è stato trovato ed è molto positivo - dicono Domenichelli e Milanesio - per la rilevanza sociale che lo stesso ha per il territorio e che, peraltro, nulla aggiunge a quanto già stabilito lo scorso 18 ottobre in occasione del primo incontro promosso dal presidente del Tribunale». Proprio per questo, le parole di Coscione, non sono andate giù al curatore e al liquidatore di Royal tuscany. «Le affermazioni attribuite al dottor Coscione farebbero pensare che noi non siamo stati abbastanza attivi per risolvere questa questione - aggiungono - Tali asserzioni sono lesive del nostro prestigio e della nostra correttezza professionale: abbiamo sempre dato la nostra disponibilità anche se gran parte del merito va al tribunale di Grosseto, al suo presidente e ai giudici che hanno facilitato la conclusione dell'accordo che a giugno non poteva essere perfezionato per impedimento di legge».
Allora, l’immobile di proprietà di Royal Tuscany (ancora in concordato) non poteva essere concesso in locazione se la stessa proposta di locazione non fosse stata supportata da adeguata offerta irrevocabile di acquisto dello stabilimento. «La società era ancora in concordato - spiegano - e noi non potevamo sottrarre, ai soli fini dell’affitto temporaneo, l'unico bene immobile che garantiva il buon esito del concordato, attraverso la cui alienazione doveva essere reperita la cifra necessaria per l'adempimento del concordato stesso». Comunicazione, questa, che Coscione ha ricevuto direttamente dal giudice Pedone a fine giugno. «Dopo la dichiarazione di fallimento di Royal Tuscany - spiegano - i vincoli sono stati eliminati ed è stato così possibile acconsentire alla sola locazione dell'immobile che è stata immediatamente accettata». Una precisazione che curatore e liquidatore inviano anche all’amministrazione comunale «chiedendo che quanto meno ne prenda atto». L'auspicio del curatore e del liquidatore, insieme all’avvocato Raffaella Seravalle che ha seguito tutta la difficile procedura è che l’affare vada in porto e la Mabro torni a produrre come un tempo. (f.g.)
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