Lutto
Renzi alle famiglie «Non sarete sole»
Incontro con i genitori delle vittime della tragedia in Spagna
ROMA. «L’Italia non lascerà sole queste famiglie». Il premier Matteo Renzi lo ha detto davanti alle famiglie delle sette ragazze rimaste vittime dell’incidente del 20 marzo scorso in Catalogna. Un incontro che si è consumato ieri mattina a Palazzo Chigi, organizzato dopo la sentenza di archiviazione del procedimento penale sulla tragedia. Presente anche il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. «Il premier è molto attento e pronto a prendere i passi opportuni nel rispetto delle prerogative dei Paesi rispetto alle varie difficoltà che stiamo incontrando» hanno spiegato i genitori alla fine dell’incontro, trovando l’impegno delle istituzioni nostrane dopo la presentazione del ricorso alla sentenza del tribunale di Amposta, anche se gli aspetti sollevati al presidente del Consiglio sono stati molti. Ci sono anche «la superficialità, la leggerezza e il mancato controllo da parte delle associazioni no profit legate a istituzioni nazionali o internazionali» ha detto Gabriele Maestrini, il padre di Elena, la 21enne di Bagno di Gavorrano, una delle vittime, sottolineando uno degli aspetti che sta a cuore dell’associazione Genitori Generazione Erasmus, nata proprio per assicurare maggior sicurezza a livello europeo per gli studenti che studiano all’estero. L’incontro è durato circa mezz’ora, ma è bastato per rassicurare le famiglie coinvolte nella strage in Catalogna per i prossimi appuntamenti. In particolare, per il ricorso contro l’archiviazione del procedimento penale dell’incidente. Una decisione che ha lasciato «stupore e sdegno» nei parenti delle ragazze scomparse. «Abbiamo fatto ricorso al giudice istruttore e avremo una seconda possibilità di ricorso al tribunale - dice Giuseppe Scarascia, padre di una delle vittime - Abbiamo fatto presente i problemi al premier chiedendo il sostegno dello Stato italiano essendoci ottimi rapporti tra i due paesi e crediamo che l’impegno del governo sarebbe importante». Lo stesso sentimento è impresso nella lettera che le sette famiglie hanno lasciato nelle mani del premier. «La morte di queste ragazze è avvenuta in seguito a una tragica concatenazione di eventi e di negligenze che, con le dovute precauzioni, si sarebbero potute evitare» si legge nel testo, riferendosi a quelle questioni aperte come la gestione del tratto autostradale (l’Ap-7) in cui è avvenuto l’incidente, oppure come l’organizzazione dei viaggi delle associazioni parauniversitarie durante gli Erasmus, a basso costo e scarsa sicurezza. «È evidente l’incompletezza delle indagini in quanto non è stata svolta alcuna perizia sulla conformità dell’autostrada alle normative europee - continua la lettera - né tantomeno è stata valutata la responsabilità dell’associazione studenti Erasmus che ha organizzato il viaggio e delle Università nelle quali l’associazione svolge la propria attività». Temi sollevati di fronte a Renzi anche dal padre di Elena. «Mi chiedo come mai si possano effettuare viaggi superiori alle 24 ore con periodi di guida notturni senza assicurarsi di permettere agli autisti un adeguato riposo in un letto al posto della poltrone di guida» scrive Maestrini al premier (come riferisce anche nell’intervista a fianco, ndr) riferendosi all’ammissione dell'autista di essersi addormentato alla guida riportata dalla stampa spagnola. Di questi temi il Governo ha detto di farsi promotore in Europa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google