Sicurezza
Pignoramento per Fc Grosseto Mirri contro la sua ex società
Il dirigente reclama spettanze e rimborsi spese concordati un anno fa. Ieri nessun bene “aggredito” L’ufficiale giudiziario lascia però un ultimatum a Pincione. Nel mirino anche due conti correnti bancari
GROSSETO. Ore 10.10 di ieri mattina, via Veterani dello sport 7, stadio comunale Carlo Zecchini, sede di Fc Grosseto. Si presenta l’ufficiale giudiziario: in mano ha un atto di pignoramento, deve cercare beni da poter “sigillare” per garantire il rispetto del pagamento delle spettanze di un ex dirigente della società, il direttore Rodolfo Mirri, titolare di una agenzia immobiliare a Carcare di Savona. Una questione da poco più di seimila euro euro che non ha trovato forme di accordo. E Mirri ha chiesto di procedere. Ma l’ufficiale giudiziario non trova niente: il pignoramento è negativo, perché gli unici beni “aggredibili”, se ci sono, non sono raggiungibili: non ci sono le chiavi della lavanderia, dove vi sarebbero quattro apparecchi, due lavatrici e due asciugatrici, acquistate lo scorso anno per un valore che si aggira più o meno sui diecimila euro.
Si è aperto un altro fronte nel contenzioso tra la società del presidente Max Pincione e i suoi ex dipendenti, oltre a quello esistente con il Comune per la morosità di pagamento del canone dello stadio e del campo Palazzoli (all’epoca in cui vennero reclamate le spettanze la cifra ammontava a 8.800 euro) mentre pende il giudizio per lo sfratto. C’è una causa di lavoro. E adesso c’è il pignoramento. Un tentativo era già stato effettuato dall’ufficiale giudiziario Paolo Albanese e dall’avvocato Niccolò Antichi, che tutela Mirri, già lunedì: ma lunedì nessuno aveva aperto e del resto l’attività agonistico-organizzativa propria riprende il martedì. Ieri mattina ufficiale giudiziario e avvocato hanno trovato Giampaolo Gorelli, segretario generale della società biancorossa. Gorelli, che si è tenuto costantemente in contatto con l’avvocato Edoardo Adducci, ha accompagnato Antichi e Albanese nella ricerca dei beni. In particolare, verso la lavanderia dove era verosimile, se non sicuro, che vi fossero apparecchiature di un certo valore. Ma la lavanderia era chiusa. Nessuno dei presenti era in possesso delle chiavi e dunque non è stato possibile verificare il contenuto della stanza. Non ci sarebbero altri beni pignorabili: gli arredi che si trovano nella sede sono di proprietà del Comune, i personal computer sono stati presi a noleggio.
Non c’è stata alcuna dichiarazione messa a verbale ma l’ufficiale giudiziario ha rilasciato una sorta di ultimatum, nel quale a Fc Grosseto viene intimato di consegnare un inventario dei beni della società entro due settimane.
Quello della lavanderia non è l’unico fronte sul quale si è mosso Mirri. Ci sono altri due pignoramenti, che hanno per oggetto le somme nei conti che la società ha aperto in due istituti bancari i cui sportelli sono aperti in città. Di questi ultimi pignoramenti la società di Pincione è venuta a conoscenza solamente ieri: erano però già noti alle banche, per procedura, già da qualche giorno. Un istituto ha già risposto e ha specificato all’interessato che sul conto ci sono appena sessanta euro; l’altro deve far conoscere l’entità dei depositi.
Ma come è cominciata la vicenda? Il nodo è venuto al pettine per Mirri quando il contratto di collaborazione sportiva stipulato all’inizio del suo mandato a Grosseto era stato trasformato, nel settembre 2015. Era subentrato un accordo transattivo per l’attività svolta fino a quel momento e poi c’era l’intesa per ciò che sarabbe successo di lì in avanti. Non tutto sarebbe andato come preventivato. Spettanze pagate per metà, lamenta Mirri, come non sarebbero state versati per intero i rimborsi spese che erano stati concordati, anzi ne sarebbe stato pagato uno solo. L’accordo aveva valore per i primi cinque mesi di quest’anno, fino alla metà di maggio. Fc Grosseto ha fatto valere e vuole far valere le proprie ragioni ed è pronta a discutere nelle sedi giudiziarie le richieste di Mirri, opponendosi. Due posizioni che non hanno trovato forme di conciliazione e che sono pertanto arrivate a questo punto: le posizioni sono distanti.
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